Tutte le spese che incidono su un prestito Inpdap dipendenti pubblici: spiegazione, info e dettagli

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Se sei un dipendente o pensionato pubblico e hai bisogno di un finanziamento, hai la possibilità di richiedere un prestito INPDAP che è una forma di finanziamento agevolato ideato proprio per coloro che prestano o hanno prestato servizio presso le amministrazioni pubbliche. E’ agevolato perchè presenta condizioni vantaggiose e ha un TAN (tasso di interesse nominale annuo) fisso così come le spese amministrative e quelle relative alla quota del premio Fondo rischi che è dello 0,50%.

I prestiti INPDAP dovrebbero in realtà essere chiamati prestiti INPS ex INPDAP in quanto l’INPDAP cioè l’istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica, è stato soppresso nel 2011 e le sue funzioni sono passate all’INPS.

I prestiti INPDAP possono essere richiesti e erogati o direttamente dall’INPS oppure da istituti di credito convenzionati con l’INPS.

Il TAN e il TAEG

Per capire qual è la tipologia di prestito più adatta a voi, è importante che teniate conto del TAN ma anche del TAEG (tasso annuo effettivo globale). Sono due valori molto importanti perchè vi permettono di valutare il costo effettivo di un finanziamento (che sarà dato appunto anche dagli interessi, le commissioni, le polizze assicurative e le spese accessorie).

Il TAN è un tasso di interesse puro perchè non tiene conto degli oneri aggiuntivi. Può essere fisso o variabile. Viene espresso in percentuale sul credito concesso e su base annua.

Il TAEG invece tiene conto di tutte le spese varie ed eventuali connesse al prestito. Viene anch’esso espresso in percentuale sul credito concesso e su base annua. E’ dunque sempre maggiore rispetto al TAN e ci indica il costo complessivo del finanziamento.

I prestiti INPDAP in banca: tassi di interesse e spese

I prestiti INPDAP che verranno richiesti a banche o finanziarie convenzionate sono i prestiti pluriennali garantiti. Cioè, se il beneficiario muore o perde il lavoro, sarà l’INPS a garantire la restituzione completa del prestito.

In questo caso il TAN non è fisso ma variabile. Cambierà da un istituto di credito all’altro. Facendo una rapida (o approfondita) ricerca online e avvalendovi dei siti di comparazione e simulazione, potrete individuare il prestito presso la banca che più vi convince per tassi di interesse.

Inoltre, bisogna tener conto delle spese accessorie come:

  • le spese di istruttoria (i costi sostenuti per aprire e gestire la pratica che comprendono anche i controlli effettuati sulla situazione creditizia del richiedente);
  • le spese di incasso e gestione rata;
  • l’imposta di bollo;
  • le spese di chiusura della pratica;
  • il costo delle comunicazioni periodiche.

La polizza assicurativa

E’ possibile che, quando richiedi un prestito INPDAP in banca, ti venga chiesto di sottoscrivere anche una polizza assicurativa.

In questo modo la banca si protegge da eventuali eventi nefasti come invalidità, morte o perdita del lavoro da parte del richiedente. Di solito incide del 6% in più del costo complessivo del finanziamento. E’ di solito obbligatoria l’assicurazione quando si stipula un contratto di cessione del quinto dello stipendio o pensione.

Quindi dovrete considerarlo come eventuale costo in più da sostenere.

I tassi di interesse dei prestiti erogati dall’INPS

Nel caso dei piccoli prestiti e i prestiti pluriennali diretti, cioè quelli erogati proprio dall’INPS, avremo un TAN fisso.

Per i piccoli prestiti sarà del 4,25% mentre per i prestiti pluriennali sarà del 3,50%. Come abbiamo visto, bisognerà aggiungere anche lo 0,50% per le varie spese.

Dunque avrete la comodità di potervi già calcolare il costo complessivo del prestito, facendovi aiutare anche, se volte, da un Prontuario scaricabile dal sito dell’INPS dove, tramite tabelle finanziarie, potrete valutare sia l’importo da richiedere, sia i costi, che la durata del piano di ammortamento che più vi conviene (anche tenendo conto dell’età del richiedente).

Come richiedere un prestito INPDAP

Prima di tutto, per poter richiedere un prestito INPDAP dovrete avere determinati requisiti. Il primo è essere iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali (detto Fondo credito) sia se siete dipendenti pubblici sia se siete pensionati.

Il Fondo credito è stato istituito nel 1996 ed eroga i prestiti grazie ai contributi versati dagli stessi iscritti (lo 0,35% della retribuzione per quanto riguarda i dipendenti pubblici e lo 0,15% della pensione per i pensionati).

Poi bisogna avere un codice PIN INPS personale in modo da poter accedere ai servizi telematici offerti dall’INPS. Se non lo avete vi basterà accedere alla sezione “IL PIN ONLINE” e richiederlo.

Poi dovrete avere o un contratto di lavoro a tempo indeterminato con almeno 4 anni di anzianità di servizio e 4 anni di contributi versati oppure un contratto di lavoro a tempo determinato della durata minima di 36 mesi (con l’obbligo poi di cedere il TFR maturato come garanzia della restituzione del prestito).

Come fare domanda

Se avrete tutti i requisiti richiesti e avrete già raccolto la documentazione (come la copia di un vostro documento di identità, le ultime buste paga o la documentazione di spesa), vi basterà andare sul sito dell’INPS e andare nella sezione “Prestazioni e servizi”. Vi rimanderà poi alla sezione della modulistica online.

Scaricando il modulo in pdf, potrete compilarlo, firmarlo e rimandarlo all’INPS corredato di tutta la documentazione richiesta. Tutto piuttosto semplice e, soprattutto, gratuito.

Una volta che saranno effettuati tutti i controlli sulla vostra situazione creditizia e verrà accettata la vostra richiesta, vi sarà erogato il finanziamento sul conto corrente. Inizierete a pagare le rate dal mese successivo. Se invece optate per i prestiti INPDAP erogati da banche convenzionate, potrete andare in una sede dell’istituto di credito da voi scelto e confrontarvi con un consulente che, se volete potrà anche aiutarvi a simulare il piano di ammortamento più adatto a voi.

I piccoli prestiti

I piccoli prestiti si chiamano così perchè si richiedono quando si ha urgenza di una piccola somma di denaro per far fronte a spese impreviste.

Possono durare da 1 a 4 anni e le rate possono variare da 12 a 48 mensilità. Sono prestiti non finalizzati dunque non bisogna giustificarne la richiesta nè allegare documentazione di spesa.

I prestiti pluriennali

I prestiti pluriennali possono durare:

  • 5 anni (da dividere in 60 rate mensili)
  • 10 anni (da dividere in 120 rate mensili)

Si possono richiedere passati due anni nel caso dei prestiti quinquennali oppure dopo quattro anni nel caso di quelli decennali. Bisogna giustificare la richiesta e allegare anche un certificato medico che attesti la sana costituzione del richiedente.