Prestito Inpdap dipendenti pubblici: quali condizioni, requisiti e garanzie per ottenerlo?

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Se sei un dipendente o un pensionato pubblico, potrai accedere ai prestiti INPDAP che sono delle forme agevolate di finanziamento erogate dall’INPS per i lavoratori pubblici. Siccome l’INPDAP è stato soppresso nel 2011, dal 1 gennaio 2012 le sue funzioni sono passate all’INPS. Dunque sarebbe più corretto chiamarli prestiti INPS ex INPDAP. L’INPS si occuperà così di erogare prestiti, pensioni e TFR (trattamento di fine rapporto) e di incassare i contributi previdenziali dei dipendenti pubblici.

Ci sono 2 tipi principali di prestiti INPDAP: quelli erogati stesso dall’INPS (come i piccoli prestiti e i prestiti pluriennali diretti) e quelli erogati dalle banche e finanziarie convenzionate con l’INPS (prestiti pluriennali garantiti). Tra le banche convenzionate troviamo Deutsche Bank, Compass, Findomestic, Intesa Sanpaolo.

Tra i requisiti più importanti e necessari per richiedere un prestito INPDAP è essere iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali (Fondo credito). Il Fondo è stato creato nel 1996 e dal 2007 possono iscriversi anche i pensionati ex lavoratori pubblici e quei dipendenti pubblici con iscrizione a gestioni previdenziali diverse dall’INPDAP.

Il Fondo costituisce il bacino da cui l’INPS attinge per erogare i prestiti. Da tener presente è che le risorse disponibili non sono infinite ma hanno un limite stabilito per quell’anno finanziario. Il Fondo poi, a sua volta, viene rimpinguato dai contributi che i dipendenti pubblici che sono iscritti vanno a versare. Nello specifico, lo 0,35% della contribuzione mensile. Mentre si tratta dello 0,15% per i pensionati (se la loro pensione mensile lorda è inferiore ai 600 euro, saranno esonerati dal versare il contributo).

Requisiti e garanzie

Al di là della tipologia di prestito scelta, si dovranno avere necessariamente i seguenti requisiti:

  • essere iscritti al Fondo credito
  • avere un codice PIN personale per accedere alla propria area riservata nel sito dell’INPS
  • avere un contratto a tempo indeterminato e avere giù alle spalle 4 anni di contributi versati e 4 anni di anzianità di servizio utili ai fini della pensione
  • avere un contratto a tempo determinato che duri almeno 36 mesi e con l’obbligo di cedere il TFR come garanzia della restituzione del prestito

La garanzia principale (soprattutto per la banca) è la busta paga fissa che consente di sottoscrivere un contratto che prevede il rimborso tramite la cessione del quinto sullo stipendio o pensione mensile (circa il 20%). I dipendenti pubblici infatti, in quando al servizio dello Stato e non di privati, vengono difficilmente licenziati dunque sono clienti molto appetibili per le finanziarie che li ritengono muniti di una solida e comprovata affidabilità creditizia.

Modulistica

Richiedere un prestito INPDAP, se si è in possesso dei requisiti, è semplice, comodo e gratuito. Basterà andare sul sito dell’INPS, accedere con il proprio PIN personale e andare nella sezione “Prestazioni e servizi”. Dopodiché, per agevolarvi e snellirvi la ricerca, andate a inserire nella finestrella di ricerca il modulo del prestito che vi interessa.

Vi basterà poi scaricare il modulo online, compilarlo, firmarlo e inviarlo corredato della documentazione richiesta.

Nel caso dei piccoli prestiti, non vi verrà richiesta motivazione o documentazione di spesa. Sono infatti prestiti legati a piccole spese impreviste o comunque legate alla quotidianità familiare.

Mentre invece nel caso dei prestiti pluriennali e di quelli garantiti dovrete motivare il perché di quella richiesta di prestito (matrimonio, malattia grave, acquisto o ristrutturazione di casa), oltre che allegare documentazione come copia del documento di identità e ultime buste paga.

Il certificato medico

Se avete intenzione di richiedere un prestito pluriennale diretto, dovrete procurarvi almeno 45 giorni prima della presentazione della domanda, un certificato medico che attesti al vostra sana costituzione. Dovrà poi essere rilasciato da:

  • un medico dell’ASL
  • un ufficiale medico militare in attività di servizio
  • un medico incaricato dall’Amministrazione di appartenenza del richiedente il prestito

I piccoli prestiti: veloci e pratici

I piccoli prestiti sono pensati per quei dipendenti pubblici o pensionati che hanno bisogno di liquidità immediata per far fronte a spese impreviste che non sono dovuti a giustificare in sede di richiesta.

Possono essere annuali, biennali, triennali o quadriennali con rate di 12, 24, 26 o 48 mensilità. Si può anche decidere di optare per il pagamento con doppia mensilità fino ad arrivare a ben 8 mensilità restituibili in 48 mesi (però il richiedente non deve avere altre trattenute in corso sullo stipendio o pensione).

Se il beneficiario del prestito passa ad altra amministrazione non sarà un problema. Il vecchio ufficio comunicherà al nuovo la situazione finanziaria e il conteggio rate del dipendente in questione. Inoltre, in caso di decesso, non ricadrà il debito sugli eredi ma l’INPS riterrà estinto il debito.

Si può chiedere nuovamente un piccolo prestito ma bisogna rispettare questi tempi:

  • 6 mesi per i prestiti di 1 anno
  • 12 mesi per i prestiti di 2 anni
  • 18 mesi per quelli di 3 anni
  • 24 mesi per quelli di 4 anni

I prestiti pluriennali diretti: quinquennali o decennali

I prestiti pluriennali diretti, così come i piccoli prestiti, vengono erogati stesso dall’INPS. Però, come abbiamo visto, richiedono di specificare il motivo del prestito.

Hanno durata di 5 anni (suddivisi in 60 rate mensili) o di 10 anni (suddivisi in 120 rate mensili). Anche in questo caso si possono chiedere di nuovo ma bisogna aspettare due anni per il prestito quinquennale e quattro anni per quello decennale.

Motivi di richiesta possono essere: matrimonio, acquisto della prima casa per il figlio maggiorenne, nascita o adozione di figli, riscatto alloggio popolare, lavori condominiali e così via.

Tassi di interesse

Il TAN (tasso nominale annuo) fisso del piccolo prestito è del 4,25% mentre del prestito pluriennale diretto è del 3,50%.

Bisogna poi anche aggiungere lo 0,50% legato alle spese amministrative e al premio Fondo rischi che varia in base all’età e alla durata del prestito.

I prestiti in banca: i pluriennali garantiti

In questo caso il TAN non è fisso ma varia da un istituto di credito all’altro. Bisognerà andare in una delle sedi delle banche o finanziarie convenzionate con l’INPS, dopo aver fissato un appuntamento con un consulente a cui, se volete, potete anche chiedere una simulazione del vostro piano di ammortamento.

Si tratta di prestiti quinquennali o decennali, i primi da restituire in 60 rate mensili, i secondo in 120 rate mensili.

Si chiamo prestiti garantiti perché l’INPS farà da garante in caso di decesso o di impossibilità di pagamento da parte del beneficiario. Come già detto in precedenza, anche la cessione del quinto sarà una forma di garanzia obbligatoria richiesta dalle banche per assicurarsi della restituzione del debito.