Prestiti Inpdap per dipendenti pubblici segnalati in Crif: è possibile? Approfondimento e info

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I prestiti INPDAP sono forme agevolate di finanziamento erogati dall’INPS ex INPDAP e che possono essere richiesti dai dipendenti pubblici e dai pensionati che hanno prestato servizio presso amministrazioni pubbliche (Regioni, Comuni, Università). Possono essere erogati sia direttamente dall’INPS sia da banche e finanziarie convenzionate con l’INPS.

Il requisito principale per accedervi è essere iscritti alla Gestione Unitaria per le Prestazioni Creditizie e Sociali (detto Fondo credito). Il Fondo consente all’INPS di avere le risorse per erogare i prestiti. Risorse che però hanno una disponibilità limitata e non sono infinite. Ogni anno finanziario infatti viene determinata una certa cifra.

Il Fondo credito venne istituito nel 1996 ed è alimentato dagli stessi contributi dei suoi iscritti. Più precisamente parliamo dello 0,35% sulla retribuzione dei dipendenti pubblici e dello 0,15% sulla pensione per i pensionati pubblici, i quali sono potuti accedere al fono dal 2007. Per i pensionati la cui pensione non arriva ai 600 euro lordi mensili, c’è l’esonero dal versare contributi.

L’INPDAP

I prestiti INPDAP sarebbe più corretto chiamarli prestiti INPS ex INPDAP in quanto l’INPDAP, cioè l’Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica, istituito nel 1994, è stato poi soppresso nel 2011.

A partire dal gennaio 2012, le sue funzioni, tra le quali l’erogazione di prestiti e pensioni e l’incasso dei contributi previdenziali dei dipendenti pubblici, sono passati all’INPS cioè l’Istituto nazionale della previdenza sociale.

L’INPS dunque, attingendo dal Fondo credito, eroga ai dipendenti pubblici che ne fanno richiesta tramite apposito modulo sul sito web dell’INPS, piccoli prestiti o prestiti pluriennali diretti, a seconda delle esigenze. Con le banche convenzionate invece (come Findomestic e Compass, ad esempio) verranno effettuati i prestiti pluriennali garantiti. Garantiti stesso dall’INPS che, in caso di decesso o perdita del lavoro del dipendente, si farà garante della restituzione del debito.

Essere segnalati al Crif

Per coloro che vengono segnalati al Crif (Centrale Rischi Finanziari S.p.a.) diventa molto arduo poter richiedere un prestito. Il Crif è una società privata che si occupa di raccogliere le informazioni creditizie e, in particolar modo, i debiti dei soggetti censiti. Saranno le banche a informare il Crif della situazione dei finanziamenti erogati e del loro stato per ciascun beneficiario.

Le banche poi, quando un soggetto richiederà un prestito, faranno i dovuti accertamenti sulla sua affidabilità creditizia chiedendo a loro volta informazioni al Crif. Il Crif lo possiamo considerare un archivio sia dei dati negati ma anche positivi delle persone.

L’istituto di credito però, accortosi di un eventuale ritardo di pagamento, avviserà preventivamente il beneficiario che avrà 15 giorni di tempo per saldare il debito prima di essere segnalato al Crif. La segnalazione al Crif ha durata variabile che cambia in base alla gravità del ritardo:

  • 12 mesi se si tratta di mancato pagamento di 1 o 2 rate
  • 24 mesi se si tratta di 3 o più rate

Una volta trascorso il tempo prestabilito, la segnalazione verrà cancellata automaticamente e gratuitamente.

La speranza per i segnalati al Crif: la cessione del quinto

Rispetto agli altri segnalati al Crif che vogliono richiedere un prestito, i dipendenti e pensionati pubblici sono fortunati perché possono contare su una solida busta paga che è capace di convincere anche le banche più restie.

I dipendenti pubblici infatti possono offrire come garanzia di rimborso la cessione sul quinto del loro stipendio (circa il 20%). Le banche dunque, una volta sottoscritto il contratto, saranno sicure di poter attingere fino alla fine della restituzione del debito dalla busta paga del beneficiario.

Quindi anche se il dipendente pubblico in questione è stato protestato o è stato iscritto nei registri dei cattivi pagatori, potrà avere la speranza di veder accettata la sua richiesta di prestito.

Requisiti per richiedere prestito INPDAP

Come abbiamo visto in precedenza, il principale requisito per accedere ad un prestito INPDAP è essere iscritti al Fondo credito.

Bisogna poi avere un codice PIN personale per poter accedere ai servizi online dell’INPS. Poi bisogna o avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato con almeno 4 anni di anzianità di servizio ai fini della pensione e 4 anni di contributi versati oppure un contratto di lavoro a tempo determinato che duri almeno 36 mesi. In questo caso poi si ha l’obbligo di versare il TFR (trattamento di fine rapporto) come garanzia della restituzione del debito.

Come fare domanda

Se si è sicuri di avere i giusti requisiti, sarà veloce e comodo poter fare domanda. Non dovrete neanche recarvi in una sede dell’INPS ma potrete fare tutto da casa collegandovi al sito web dell’INPS.

Dovrete andare nella macro-area “Prestazioni e servizi” e arrivare alla sezione della modulistica. Accedendo con il vostro PIN personale (se non lo avete ancora dovrete recarvi prima nella sezione “IL PIN ONLINE”) potrete scaricare gratuitamente il modulo in modo da poterlo compilare e firmare per poi rimandarlo all’INPS, corredato anche di tutta la documentazione richiesta.

Se invece optate per i prestiti INPDAP da richiedere in banca, allora dovrete prendere appuntamento e recarvi di persona per parlare con un consulente che, se vorrete, potrà anche fare una simulazione del vostro piano di ammortamento.

I tassi di interesse da tener conto

Per capire quale prestito possa essere adatto a voi, vi potrebbe essere utile considerare i tassi di interesse che sono fissi per quanto riguarda i piccoli prestiti e i prestiti pluriennali diretti (cioè quelli erogati stesso dall’INPS), mentre sono variabili per quelli erogati dalle banche convenzionate con l’INPS (cambieranno da un istituto di credito ad un altro).

Dunque, il TAN (tasso di interesse nominale annuo) dei piccoli prestiti è di 4,25% mentre quello dei prestiti pluriennali diretti è del 3,50%. Bisogna poi tener conto dello 0,50% dovuto alle spese amministrative e del premio Fondo Rischi che varierà in base all’età del richiedente e della durata del prestito.

I prestiti erogati dall’INPS

Se abbiamo bisogna di liquidità per far fronte a piccole spese quotidiane familiari, allora potremmo richiedere un piccolo prestito. Non avremo bisogno di specificare la motivazione.

Hanno durata che varia da 1 a 4 anni e sono suddivisibili dalle 12 alle 48 rate mensili. E’ possibile anche pagare con doppia mensilità fino ad arrivare a 8 mensilità.

I prestiti pluriennali diretti invece possono essere quinquennali (con suddivisione in 60 rate mensili) o decennali (con suddivisione in 120 rate mensili). Per questo tipo di prestito è richiesta documentazione e anche motivazione. Oltre ad un certificato medico che attesti la sana costituzione del richiedente che deve essere rilasciato almeno 45 giorni prima della presentazione della domanda da un medico autorizzato.