Prestiti Inpdap per dipendenti pubblici “in rosa”: le offerte destinate a donne e ragazze nel 2021

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Le donne e le ragazze che lavorano presso le pubbliche amministrazioni hanno la possibilità di poter richiedere un prestito INPDAP che è un finanziamento a carattere agevolato destinato proprio per chi lavora come dipendente pubblico. Anche i pensionati ex dipendenti pubblici possono farne richiesta.

Se dunque c’è bisogno di liquidità per affrontare varie spese che non si erano messe in conto prima oppure se, una volta programmato un grande evento come un matrimonio, si realizza di aver bisogno di liquidità aggiuntiva, i prestiti INPDAP faranno al caso vostro.

Farne richiesta è poi davvero semplice. Si tratta di andare sul sito dell’INPS, andare nella sezione “Prestazioni e servizi” e accedere alla sezione della modulistica. Si scaricherà il modulo del prestito in modo da compilarlo, firmarlo e rimandarlo all’INPS, assieme alla documentazione richiesta.

I prestiti INPDAP “in rosa”: caratteristiche

Le donne che hanno un’età compresa tra i 18 e i 65 anni, e che lavorano per lo Stato essendo state assunte dopo aver superato un concorso pubblico, potranno accedere, se lo ritengono opportuno, ai prestiti agevolati INPDAP che si dividono in due grandi categorie:

  • prestiti erogati direttamente dall’INPS (piccoli prestiti e prestiti pluriennali diretti)
  • prestiti erogati da banche o finanziarie convenzionate con l’INPS (prestiti pluriennali garantiti)

Se avete bisogno di liquidità urgente per affrontare varie spese, che non sarete tenute a giustificare in sede di richiesta, allora i piccoli prestiti saranno l’ideale. Se invece avete progetti più a lungo termine e che avete programmato, potrete rivolgervi ai prestiti pluriennali diretti.

Questi ultimi hanno durata più lunga e tassi più bassi. Però, per richiederli, bisognerà avere una certa documentazione tra cui quella che va a certificare le spese da sostenere e anche il certificato medico che attesti la buona saluta della richiedente.

La cessione del quinto

Se invece volete recarvi in banche o finanziarie convenzionate con l’INPS come Compass, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Agos, oppure rivolgervi ai loro siti, troverete delle ottime offerte destinate proprio a voi che siete lavoratrici presso le pubbliche amministrazioni.

Se dunque optate per un contratto di prestito INPS con le banche, vi verrà proposto un prestito pluriennale garantito cioè un tipo di prestito che tutelerà doppiamente la banca/finanziaria: oltre a farvi sottoscrivere un’assicurazione sulla vita, avranno proprio l’INPS come Garante nell’eventualità che riscontriate delle difficoltà nel pagare le rate durante il finanziamento.

Vi proporranno poi un contratto di prestito con cessione del quinto. In pratica, a partire dal mese successivo all’erogazione del prestito, vi inizieranno a trattenere circa un quinto del vostro stipendio. La cifra corrisponderà dunque a circa il 20% e non dovrà superarlo.

Se quindi, per farvi un esempio più concreto, percepite mensilmente uno stipendio di 1500 euro, la rata mensile che andrete a pagare non sarà maggiore di 300 euro. Secondo il piano di ammortamento concordato tra voi e il consulente che vi segue, sarete sicure di avere quella cifra restante tale da consentirvi di poter condurre tranquillamente la vostra vita quotidiana con le sue varie spese.

I prestiti INPDAP per le ragazze

I prestiti INPDAP sono un’ottima occasione per le donne più giovani che hanno iniziato la loro carriera presso scuole, ospedali, enti regionali e locali.

Se avranno un contratto di lavoro a tempo indeterminato e hanno maturato almeno 4 anni di servizio utile alla pensione e avranno alle spalle almeno 4 anni di contributi, potranno richiedere un prestito, anche cospicuo, senza bisogno di Garanti o di altre forme di garanzia.

Potranno richiederli anche se, invece di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, ne hanno uno a tempo determinato. E’ importante però che abbia una certa durata, di almeno 36 mesi, e che poi si impegnino a cedere il TFR maturato come garanzia della restituzione del prestito.

Il passaggio dall’INPDAP all’INPS

In realtà questi prestiti, più che prestiti INPDAP, andrebbero chiamati prestiti INPS ex INPDAP. Perchè? Molto semplice, l’INPDAP ormai non esiste più da parecchi anni. E’ stato soppresso nel 2011, per ragioni di semplificazione e di riduzione delle spese.

Tutte le mansioni e funzioni dell’INPDAP, come erogare prestiti e pensioni ma anche incassare i contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti pubblici, sono dunque passate all’INPS.

E’ per questo che, quando si vuole richiederli, ci si rivolge, per via telematica, all’INPS. A questo proposito, è bene ricordare che sarà necessario di dotarsi di PIN INPS, se non lo si ha ancora. Vi servirà per poter accedere alla vostra area riservata e per procedere con le operazioni.

L’iscrizione al Fondo credito: il requisito di base

Essere iscritte alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, detta anche Fondo credito, è un requisito imprescindibile per avere le carte in regola per chiedere un prestito INPDAP.

Si tratta di un Fondo istituito nel 1996 e che si occupa di raccogliere i vari contributi degli scritti (i pensionati vi si possono iscrivere dal novembre 2007) in modo da avere quel bacino di risorse tali da poter erogare prestiti ma anche finanziare viaggi studio o borse di studio per i figli dei dipendenti pubblici.

Riguardo i contributi, si tratta dello 0,35% della retribuzione per quanto riguarda chi lavora ancora, mentre è dello 0,15% della pensione lorda per i pensionati. Se la pensione è inferiore ai 600 euro lordi mensili, allora il pensionato/a in questione non dovrà versare alcun contributo.

I tassi di interesse

Come già abbiamo anticipato, i tassi di interesse dei prestiti INPDAP sono davvero convenienti. Vi basterà fare una ricerca sul web e confrontare i tassi per rendervene conto.

Mentre i prestiti erogati stesso dall’INPS avranno TAN (tasso annuo nominale) fisso, i tassi dei prestiti INPDAP erogati da banche e finanziarie convenzionate, varieranno da un istituto di credito all’altro.

I piccoli prestiti INPDAP avranno il TAN del 4,25% mentre i prestiti pluriennali diretti lo avranno ancora più basso: del 3,50%. Bisognerà poi aggiungere, in entrambi i prestiti, lo 0,50% delle spese di amministrazione e di quota del premio Fondo rischi che, in base all’età della richiedente e della durata del prestito, subirà della variazioni.

Durata, rate e condizioni

I piccoli prestiti potranno durare da 1 a 4 anni con rate che vanno da un minimo di 12 ad un massimo di 48 rate mensili. Sono prestiti che non prevedono motivazione nè la necessità o l’obbligo di allegare documentazione di spesa.

I prestiti pluriennali invece possono essere quinquennali o decennali, con rate da 60 o 120 mensilità. Si richiedono per motivi da giustificare, allegando documentazione di spesa e certificato medico rilasciato almeno 45 giorni prima della presentazione della richiesta.