Prestiti Inpdap dipendenti pubblici under 60: migliori offerte nel 2021

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Se siete dipendenti pubblici under 60, saprete sicuramente che potrete accedere ai prestiti INPDAP che sono finanziamenti a carattere agevolato caratterizzati da rate costanti e tassi di interesse fissi e vantaggiosi. Sono prestiti rivolti essenzialmente a questa categoria precisa di lavoratori e cioè i dipendenti pubblici o i pensionati che hanno lavorato presso pubbliche amministrazioni.

Tutti gli altri lavoratori, anche chi ha busta paga fissa mensile e può contare su una certa affidabilità creditizia, non possono accedervi.

Considerando che in Italia essere under 60 vuole dire essere ancora attivo sul lavoro, il dipendente pubblico potrà pensare di ricorrere a questo tipo di prestito sia per far fronte a spese urgenti e impreviste, sia per spese più programmate e che prevedono lo stanziamento di cifre più alte.

Vengono ancora chiamati prestiti INPDAP, ma in realtà sarebbe più corretto definirli prestiti INPS ex INPDAP. L’INPDAP infatti è stato soppresso nel 2011 durante il Governo Monti per ragioni di semplificazione e riduzione delle spese.

Il passaggio di testimone: dall’INPDAP all’INPS

Dunque, a partire dal 1 gennaio 2012 le varie funzioni che prima erano svolte dall’INPDAP e cioè:

  • erogare prestiti
  • erogare pensioni
  • erogare TFR (trattamento di fine rapporto)
  • incassare contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti pubblici

Sono state tutte trasferite all’INPS. I dipendenti pubblici e i pensionati dovranno dunque rivolgersi all’INPS per farne richiesta.

La richiesta online

Come ormai la maggior parte, se non tutti, i servizi offerti dalla pubblica amministrazione, anche la possibilità di richiedere prestiti è stata spostata online piuttosto che presso le sedi fisiche.

Se all’inizio può essere sembrato difficile orientarsi nel mondo digitale e ci si faceva aiutare dai più giovani, oggigiorno anche coloro che sono più adulti e che sfiorano o superano la sessantina, si sono piuttosto digitalizzati e sono avvezzi a usare il web.

Dunque, per fare domanda di un prestito INPDAP basterà accendere il pc e andare sul portale web dell’INPS. Andando nella macro-sezione “Prestazioni e servizi” potrete poi accendere alla sezione della modulistica.

Lì potrete individuare il modulo online del prestito che vi interessa. Scaricatelo, compilatelo, firmatelo e rimandatelo all’INPS corredato della documentazione richiesta (in linea generale si tratta della copia del documento di identità, del codice fiscale o tessera sanitaria e delle ultime buste paga).

L’importanza del PIN INPS

Sarà importante e necessario avere un codice personale PIN INPS per poter accedere ai suoi servizi telematici. Se non lo avete ancora, vi conviene procurarlo al più presto.

Se infatti è una procedura semplice, è vero anche che ha una tempistica un po’ lunga. Dovrete andare nella sezione “IL PIN ONLINE” del sito INPS. Le prime 8 cifre del codice alfanumerico vi verranno date subito, ma le restanti dovrete aspettare che vi arrivano a casa tramite posta. E ci vorranno circa due settimane.

Dovrete poi rifare l’accesso in modo da avere il PIN definitivo.

I requisiti

Per poter richiedere un prestito INPDAP, oltre che essere dipendente pubblico bisogna assolutamente essere iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, detta anche Fondo credito.

Si tratta di un Fondo istituito nel 1996 e ha il compito di sostenere le richieste dei suoi iscritti, compresi i loro figli. Infatti consente, a chi ne fa richiesta, di fare viaggi-studio o ottenere borse di studio per frequentare corsi e master.

E’ tramite le risorse del Fondo credito che l’INPS riesce a soddisfare le richieste di prestiti. Anche se, ogni anno finanziario, viene già stabilito un limite massimo di risorse da stanziare. A loro volta, i dipendenti pubblici che sono iscritti al Fondo e anche i pensionati (che si possono iscrivere dal 1 novembre 2007), devono versare un contributo.

Si tratta dello 0,35% della retribuzione, per quanto riguarda i lavoratori, mentre dello 0,15% della pensione per quanto riguarda i pensionati.

Gli altri requisiti richiesti

Come altro requisito richiesto, bisogna avere un contratto di lavoro che può essere:

  • a tempo indeterminato con almeno 4 anni di anzianità di servizio ai fini della pensione e 4 anni di contributi versati;
  • a tempo determinato con durata non inferiore ai 36 mesi e con l’obbligo di cedere il TFR maturato come garanzia della restituzione del debito.

Le tipologie e offerte

I prestiti INPDAP possono essere erogati o stesso dall’INPS oppure da banche e finanziarie convenzionate con l’INPS. Tra le quali possiamo citare Compass, Argo, Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Se optate per i prestiti INPDAP erogati dall’INPS, cioè i piccoli prestiti o i prestiti pluriennali, potrete contare su tassi di interesse fissi e davvero vantaggiosi. Abbiamo il 4,25% per i piccoli prestiti e il 3,50% per i prestiti pluriennali. Da aggiungere, per entrambi, lo 0,50% delle spese di amministrazione e per la quota premio Fondo rischi. La quale varierà in base all’età e alla durata del prestito.

Mentre se vi affidate alle banche e finanziarie, i tassi di interesse varieranno in base all’istituto di credito. Di solito le migliori offerte hanno un TAN (tasso annuo nominale) che si aggira sul 6%.

I prestiti INPDAP in banca

I prestiti INPDAP che si richiedono in banca sono i prestiti pluriennali garantiti. L’INPS farà da Garante se il beneficiario dovesse morire o perdere il lavoro. Così le banche si sentono più tranquille.

Chiederanno poi di sottoscrivere un prestito con cessione del quinto. Di che si tratta? In realtà è una formula comoda per entrambe le parti: chi eroga e chi richiede il prestito. In pratica, a partire dal mese successivo all’erogazione del finanziamento, vi inizieranno a trattenere massimo il quinto dello stipendio che corrisponde a circa il 20%.

In questo modo potrete continuare a condurre una vita dignitosa e, allo stesso tempo, onorare il debito. E’ come se a pagare le rate fosse il datore di lavoro, in questo caso lo Stato, dato che il prelievo avverrà direttamente dalla busta paga.

Le caratteristiche dei prestiti INPDAP

I piccoli prestiti si richiedono per far fronte a spese urgenti e impreviste. Di solito si tratta di somme non troppo alte (massimo 5.000 euro circa) e da restituite da 1 a 4 anni con rate che vanno da un minimo di 12 mesi ad un massimo di 48.

Si possono anche richiedere in doppia mensilità, fino ad arrivare a 8 da restituire in 48 rate (ma non bisogna avere altre trattenute in corso sullo stipendio).

I prestiti pluriennali diretti invece possono essere quinquennali o decennali da restituire in 60 o 120 rate mensili. Sono finanziamenti che si richiedono per spese ben precise che vanno motivate da documentazione di spesa. Andrà allegato o presentato anche un certificato medico.