Prestiti Inpdap dipendenti pubblici: tutti i vantaggi. Analizziamo i punti di forza di questi finanziamenti

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Per coloro che sono dipendenti pubblici o sono pensionati che hanno prestato servizio presso pubbliche amministrazioni c’è questa grande opportunità di poter richiedere i prestiti INPDAP cioè forme agevolate di finanziamento erogate dall’INPS. Infatti più che prestiti INPDAP sarebbe più corretto chiamarli prestiti INPS ex INPDAP in quanto l’INPDAP (istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) è stato soppresso nel 2011 e le sue mansioni sono passate all’INPS.

Di cosa si occupava l’INPDAP? Di incassare i contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti pubblici, di erogare prestiti, pensioni e anche il TFR (trattamento di fine rapporto). Aveva anche in carico dal 1996 la Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali (detta Fondo credito) che è anch’essa passata ad essere gestita dall’INPS.

E’ dal Fondo credito che l’INPS ricava le risorse per erogare i prestiti. Risorse che non sono infinite ma che, per ogni anno finanziario, hanno una certa disponibilità prestabilita. A loro volta i dipendenti pubblici che sono iscritti devono erogare lo 0,35% della loro retribuzione, mentre i pensionati lo 0,15% (se la loro pensione è pero inferiore ai 600 euro lordi, saranno esonerati dal versamento del contributo).

Dunque l’INPDAP è diventato INPS Gestione Dipendenti Pubblici e va ad erogare prestiti o direttamente (nel caso dei piccoli prestiti o prestiti pluriennali diretti) oppure tramite banche e finanziarie convenzionate con l’INPS (prestiti pluriennali garantiti).

I punti di forza dei prestiti INPDAP

I prestiti INPDAP sono molto vantaggiosi per chi ha i giusti requisiti perché offrono piani di ammortamento spalmati su più anni e rate, in modo da consentire di rimborsare il debito in modo tranquillo e sereno.

Richiederli poi è semplice, gratuito e comodo. Basterà collegarsi a internet e andare sul sito dell’INPS nella sezione apposita. Anche chi è segnalato al Crif, può richiederli (se dipendente o pensionato pubblico) in quanto metterà sul piatto come garanzia la cessione di un quinto del suo stipendio o pensione.

Quindi è un gran vantaggio rispetto a coloro che, non avendo busta paga fissa ed essendo stati segnalati come cattivi pagatori o protestati, trovano grandi ostacoli e difficoltà per richiedere prestiti. In caso di decesso del beneficiario poi, il debito non ricadrà sugli eredi e si riterrà estinto.

C’è poi la possibilità di richiedere un nuovo prestito passata una certa tempistica e cioè due anni per i prestiti quinquennali e quattro anni per quelli decennali. Invece per quanto riguarda i piccoli prestiti:

  • 6 mesi per i prestiti annuali
  • 12 mesi per quelli biennali
  • 18 per quelli triennali
  • 24 per i prestiti quadriennali

I requisiti

Per richiedere un prestito INPDAP non basta essere un dipendente o pensionato pubblico. Bisogna rispettare determinati requisiti:

  • in primis, bisogna essere iscritti alla Gestione Unitaria, sia i dipendenti pubblici che i pensionati;
  • per quanto riguarda chi è ancora in attività, dovrà avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato con almeno 4 anni di contributi versati e 4 anni di anzianità di servizio utili ai fini della pensione;
  • chi invece ha un contratto di lavoro a tempo determinato, la sua durata dovrà essere almeno di 36 mesi, e poi il richiedente dovrà rispettare l’obbligo di cedere il suo TFR come garanzia della restituzione del prestito.

Fare domanda

Come abbiamo visto, fare domanda per i prestiti INPDAP è semplice. Nel caso di quelli erogati dalle banche o finanziarie convenzionate con l’INPS, basterà recarsi in una delle sedi e parlare con un consulente. Potrebbe esservi utile farvi fare poi una simulazione del vostro piano di ammortamento così da capire e valutare tutti i costi.

Oppure potreste optare per i prestiti erogati direttamente dall’INPS e fare domanda andando sul sito INPS. Accedendo alla sezione “Prestazioni e servizi”, potrete poi arrivare alla sezione apposita dedicata alla modulistica.

Una volta scaricato il modulo online, compilatelo, firmatelo e rimandatelo all’INSP corredato della documentazione necessaria (come la copia dei documenti di identità e ultime buste paga). Aspettate qualche giorno e vi sarà comunicato se la vostra richiesta è stata approvata oppure no (dovete dare tempo all’INPS di fare i dovuti controlli).

Una volta approvata la richiesta, vi verrà versato il finanziamento sul conto corrente e, a partire dal mese successivo, inizierà il pagamento tramite rate.

I tassi di interesse fissi

Un altro vantaggio dei prestiti INPDAP erogati dall’INPS è che il TAN (tasso di interesse annuo nominale) nel caso dei piccoli prestiti e dei prestiti pluriennali diretti è fisso. Dunque sapendolo già, potrete, preventivamente, farvi un calcolo di quanto andrete a pagare.

Magari aiutandovi anche con il Prontuario scaricabile dal sito dell’INPS che vi permetterà, tramite tabelle finanziarie divise per importo, tassi di interesse, tipologia di prestito e fascia di età del richiedente, di farvi un’idea della spesa complessiva.

Per quanto riguarda invece i tassi di interesse dei prestiti INPDAP erogati dalle banche, non sono prestabiliti ma varieranno da un istituto di credito ad un altro.

Dunque, il TAN dei piccoli prestiti è del 4,25% mentre quello dei prestiti pluriennali diretti è del 3,50%. A entrambi bisogna aggiungere lo 0,50% delle spese amministrative e del premio Fondo rischi che varierà in base all’età del richiedente e alla durata del prestito.

I piccoli prestiti: ideali per far fronte a spese impreviste

I piccoli prestiti possono essere annuali, biennali, triennali e quadriennali. E possono essere suddivisi in 12, 24, 36 o 48 rate mensili.

Si possono richiedere per far fronte a piccole spese relative alla quotidianità familiare e non bisogna addurre una motivazione in fase di richiesta.

E’ un prestito che si può rimborsare mensilmente oppure optando per la doppia mensilità fino ad arrivare a ben 8 mensilità divisibili in 48 rate. In questo caso però non bisogna avere altre trattenute in corso sullo stipendio o pensione.

Prestiti pluriennali diretti: per le grandi spese

Quelli pluriennali possono durare:

  • 5 anni (divisibili in 60 rate)
  • 10 anni (divisibili in 120 rate mensili)

Se li si vuole richiedere bisogna allegare una documentazione di spesa e anche un certificato medico che attesti la sana costituzione del richiedente. Va fatta rilasciare da un medico autorizzato almeno 45 giorni prima dalla presentazione della domanda.

Le motivazioni possono essere spese per matrimonio, adozione figli, acquisto o ristrutturazione di casa, riscatto alloggio popolare e spese per gravi malattie.

Prestiti pluriennali garantiti in banca

I prestiti pluriennali garantiti si richiedono in banche o finanziarie convenzionate con l’INPS come Compass o Findomestic.

Si definiscono garantiti perché l’INPS farà da garante nel caso il beneficiario sia impossibilitato a pagare (per motivi come morte o improvvisa disoccupazione).

Possono durare 5 o 10 anni ed richiedono obbligatoriamente il rimborso tramite cessione del quinto sullo stipendio o pensione.