Prestiti Inpdap dipendenti pubblici: quale soluzione scegliere oggi nel 2021

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I prestiti INPDAP sono finanziamenti agevolati rivolti ai dipendenti pubblici e ai pensionati ex dipendenti pubblici. SI dividono in due tipologie: quelli erogati direttamente dall’INPS e quelli invece che vengono erogati da banche e finanziarie convenzionate con l’INPS (come Compass, Findomestic, Unicredit e Agos). Sarebbe più corretto chiamarli prestiti INPS ex INPDAP in quanto vengono appunto erogati dall’INPS da quanto, nel 2011, l’INPDAP è stato soppresso.

Dunque, dal 1 gennaio 2012 le funzioni che erano dell’INPDAP cioè l’istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica sono passate all’INPS. Come l’incassare i contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti pubblici, erogare prestiti, erogare pensioni e TFR (trattamento di fine rapporto).

I prestiti INPDAP sono la soluzione migliore sia per chi deve affrontare piccole spese impreviste e urgenti, sia per spese più impegnative e programmate. Hanno tassi di interesse agevolati e si è può contare sull’INPS che fornisce tutela e sostegno.

Il Fondo credito

Infatti, con l’istituzione della Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, chiamata anche Fondo credito, nel 1996, prima l’INPDAP e poi l’INPS garantiscono una serie di aiuti e servizi per coloro che vi sono iscritti.

Mentre i dipendenti pubblici vi sono iscritti automaticamente sin dall’inizio della sua istituzione, i pensionati possono accedervi a partire dal 1 novembre 2007.

Oltre che erogare prestiti, il Fondo fornisce servizi come viaggi all’estero e borse di studio ai figli degli iscritti. A loro volta, coloro che sono iscritti devono versare un contributo. In questo modo andranno a rimpinguare la cassa del Fondo che sarò pronto a erogare prestiti a chi li richiederà. E’ dunque una sorta di auto-finanziamento che i dipendenti pubblici si fanno tra loro.

Nello specifico, i dipendenti pubblici andranno a versare come contributo lo 0,35% della loro retribuzione, mentre i pensionati lo 0,15%. Se si tratta di pensionati la cui pensione è inferiore ai 600 euro lordi mensili, saranno esonerati dal versare il contributo ma potranno comunque beneficiare delle agevolazioni del Fondo a cui sono appunto iscritti.

Le varie soluzioni offerte dai prestiti INPDAP

A seconda delle proprie necessità ed esigenze, potrete trovare il prestito INPDAP più adatto a voi, se siete in possesso dei giusti requisiti.

Se avete bisogno di liquidità immediata per far fronte a spese urgenti, allora i piccoli prestiti INPDAP faranno al caso vostro. Non dovrete allegare documentazione di spesa nè giustificare il perchè li richiedete. Potrete contare su tassi di interesse fissi e agevolati.

Se invece dovete ad esempio sostenere le spese del matrimonio di vostro figlio o ristrutturare casa, avrete bisogno sicuramente di più denaro e di programmare bene ogni cosa. Anche in questo caso ci sarà il prestito INPDAP adatto a voi: quello pluriennale.

C’è da sottolineare che i prestiti INPDAP erogati dalle banche e finanziarie convenzionate per alcune persone potrebbero essere la soluzione più allettante perchè non hanno tassi fissi e non hanno un limite prestabilito alle risorse da stanziare (contrariamente ai prestiti erogati direttamente dall’INPS). Sono poi “garantiti” dall’INPS cioè in caso di decesso o di perdita del lavoro del beneficiario, sarà l’INPS a farsi carico di onorare il pagamento delle rate restanti.

La cessione del quinto: soluzione vantaggiosa

Se optate per i prestiti INPDAP in banca, quasi sicuramente sarete obbligati a sottoscrivere un contratto di cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Si chiama così perchè non si potrà superare appunto il quinto che corrisponde al 20% della retribuzione percepita mensilmente.

E’ un tipo di prestito vantaggioso per il beneficiario perchè avviene tutto automaticamente cioè gli verrà trattenuto massimo il quinto mensilmente fino alla fine del piano di ammortamento concordato. Poi il tasso di interesse rimarrà fisso per tutta la durata del finanziamento.

Non ci sarà bisogno di ulteriori garanzie e i tempi di erogazione saranno piuttosto rapidi. Il limite massimo di età per la cessione del quinto è, per ora, stabilita a 79 anni. Inoltre sarà obbligatorio, il più delle volte, stipulare anche una polizza assicurativa sulla vita.

I requisiti per richiedere un prestito INPDAP

Se appunto siete interessati a richiedere un prestito INPDAP, dovrete avere i giusti requisiti. In primis, essere dipendenti pubblici o pensionati ex dipendenti pubblici iscritti al Fondo credito.

Poi bisogna:

  • avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato con almeno 4 anni di anzianità di servizio utili ai fini pensionistici e 4 anni di contributi versati;
  • oppure avere un contratto di lavoro a tempo determinato ma la cui durata non sia inferiore ai 36 mesi. Inoltre si è obbligati a cedere il TFR maturato durante il periodo in cui si è lavorato come garanzia della restituzione del debito.

Inoltre bisogna essere in possesso del codice personale PIN INPS che, se ne siete sprovvisti, vi basterà andare nella sezione “IL PIN ONLINE” del sito INPS e richiederlo. Le prime 8 cifre del codice alfanumerico vi saranno fornite subito, le altre 8 invece vi arriveranno a casa nell’arco di due settimane.

Richiedere il prestito sul sito dell’INPS

Andando al passo coi tempi e con la digitalizzazione di quasi tutti i servizi offerti dalla pubblica amministrazione, anche i prestiti INPDAP si possono richiedere rimanendo comodamente a casa propria e collegandosi a internet al sito dell’INPS.

In questo modo si velocizza tutta la procedura, si abbattono costi accessori e si evitano file. Un grande vantaggio, vero? Per chi mastica poco di internet o necessita di assistenza, può sempre rivolgersi al numero del Contact Center INPS 803 164 che è gratuito da rete fissa.

Dovrete andare nella macro-sezione dedicata a “Prestazioni e servizi” e accedere all’area dedicata alla modulistica. Lì potrete trovare i moduli che vi interessano e li potrete, gratuitamente e rapidamente, scaricare, compilare, firmare e rimandarli all’INPS corredati dalla documentazione accessoria richiesta (copia del documento di identità e ultima busta paga).

Le caratteristiche

I prestiti pluriennali, sia diretti che garantiti, hanno durata quinquennale o decennale con rate da suddividere in 60 o 120 mensilità.

I prestiti pluriennali diretti hanno poi TAN fisso di 3,50% mentre i piccoli prestiti del 4,25%. A entrambi bisogna aggiungere lo 0,50% di spese di amministrazione e della quota premio Fondo rischi.

I piccoli prestiti possono essere annuali, biennali, triennali e quadriennali e le rate possono andare da 12 a 48 mensilità. In caso di decesso del beneficiario, il debito non ricadrà sugli eredi oppure, in caso di trasferimento in altro ufficio pubblico, sarà cura del vecchio ufficio il compito di trasmettere i dati del beneficiario al quello nuovo per metterlo al corrente di quante rate ha giù pagato e quante gliene restano ancora da pagare.