Prestiti Inpdap dipendenti pubblici per ristrutturare casa: cosa c’è da sapere, guida, tipo di finanziamento

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Ristrutturare casa è sempre un decisione importante. Sia dal punto di viste economico, perché prevede molte spese spesso anche impreviste e improvvise durante il corso dei lavori, sia emotivo perché rende “nuovo” un ambiente ormai familiare. Alcune persone si abbattono perché pensano sia impossibile, è invece basta rivolgersi al prestito giusto per poter vedersi realizzare i propri sogni ed esigenze.

Se siete dipendenti o pensionati pubblici, potreste rivolgervi ai prestiti INPDAP (in realtà INPS ex INPDAP) che sono delle forme di finanziamento agevolato erogato dall’INPS o da banche e finanziarie ad esso convenzionate.

L’INPDAP era l’Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica e venne istituito nel 1994. Aveva una direzione generale con sede a Roma e si occupava di:

  • erogare piccoli prestiti
  • erogare pensioni e TFR (trattamento di fine rapporto)
  • incassare i contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti pubblici

Dal 1996 venne poi creata la Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (Fondo credito) che permetteva di erogare durante l’anno i vari prestiti agli iscritti. La possibilità finanziaria del Fondo era (ed è) dovuta ai contributi dei singoli iscritti che corrisponde allo 0,35% della retribuzione percepita mensilmente (0,15% nel caso delle pensioni).

Il passaggio di testimone

Con il decreto “Salva Italia” del 2011, l’INPDAP venne soppresso e le su funzioni vennero trasferite all’INPS, così dal 1 gennaio 2012 l’INPDAP è confluito nell’INPS, diventando INPS Gestione Dipendenti Pubblici.

I prestiti vengono erogati in base alla disponibilità di risorse previste per quell’anno. Ciò invece non accade nel caso dei prestiti erogati da banche (anche se convenzionate con l’INPS).

Le tipologie di prestiti sono:

  • i piccoli prestiti
  • prestiti pluriennali diretti
  • prestiti pluriennali garantiti

Questi ultimi non vengono erogati direttamente dall’INPS ma da banche e finanziarie convenzionate. Si caratterizzano per non avere tassi di interesse prestabiliti ma varieranno in base all’istituto di credito e la modalità obbligatoria per il rimborso è la cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

I requisiti

Per poter accedere ai prestiti INPDAP bisogna avere determinati requisiti. Innanzitutto, bisogna essere iscritti alla Gestione Unitaria, sia nel caso dei dipendenti pubblici sia dei pensionati.

Poi essere in possesso di un contratto a tempo indeterminato con almeno 4 anni di contributi versati o 4 anni di anzianità di servizio. Oppure, se si ha un contratto a tempo determinato, deve avere una durata minima di 36 mesi e il richiedente ha l’obbligo di cedere il TFR come garanzia del rimborso.

E’ importante poi avere già un codice PIN personale per poter accedere ai servizi offerti sul sito dell’INPS. Se non lo avete, dovrete richiederlo seguendo le istruzioni sul sito nella sezione “IL PIN ONLINE”.

Come fare domanda

Fare domanda di un prestito INPDAP è facilissimo e anche comodo, perché si potrà fare comodamente da casa propria collegandosi a internet.

Basterà andare sul sito dell’INPS nella sezione dedicata a “Prestazioni e servizi” e arrivare alla sezione apposita sui moduli da scaricare e compilare per accedere ai prestiti.

Allegata tutta la documentazione richiesta (come ad esempio copia del documento di identità, motivazione di spesa, ultime buste paga) dovrete solo aspettare che vengano effettuati i vari controlli e che venga accettata. Una volta accettata, dal mese successivo all’erogazione del prestito, vi verrà trattenuto massimo un quinto dallo stipendio o dalla pensione.

Quale prestito scegliere per ristrutturare casa

Se il vostro obiettivo è ristrutturare casa, allora dovrete orientarvi verso i prestiti pluriennali diretti. Son erogati direttamente dall’INPS e possono avere una durata di 5 anni o di 10 anni.

I prestiti quinquennali vanno restituiti in 60 rate mensili, quelli decennali in 120 rate. Come tasso di interesse annuo siamo sul 3,50% e dovrete poi aggiungere lo 0,50% di spese amministrative e di quota premio Fondo Rischi che varia in base all’età e alla durata del prestito.

Come abbiamo visto, è fondamentale essere dipendenti o pensionati pubblici iscritti al Fondo credito. I prestiti pluriennali sono pensati per affrontare spese importanti come appunto la ristrutturazione di casa. La somma massima finanziabile è fissata a 100mila euro.

Per questo tipo di prestito è necessario allegare documentazione di spesa e certificato medico rilasciato da un medico dell’ASL. INPS ha infatti bisogno di una certificazione di buona salute del richiedente. Il certificato va rilasciato almeno 45 giorni prima della presentazione della domanda di accesso al prestito.

Documenti da allegare

Oltre al certificato medico, bisogna allegare dunque:

  • documento che attesti la proprietà della casa
  • dichiarazione dei lavori in corso da parte del direttore dei lavori
  • computo metrico estimativo rilasciato da un’impresa edile
  • Denuncia di inizio lavori (D.I.A.) o segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A.)
  • auto-certificazione stato di famiglia.

Prestiti pluriennali garantiti

Se non volete rivolgervi direttamente all’INPS, potreste andare in banca o finanziarie convenzionate con l’INPS e richiedere prestiti pluriennali garantiti per ristrutturare la vostra casa. Si definiscono garantiti perchè l’INPS farà da garante in caso di morte, diminuzione o perdita dello stipendio da parte del beneficiario.

Anche in questo caso durano 5 o 10 anni e le rate sono suddivise in 60 o 120 mensilità.

Una volta che vi accorderanno il prestito, vi verrà prelevato mensilmente un quinto dello stipendio o della pensione.

Estinzione anticipata

Per estinzione anticipata si intende il rimborso anticipato del debito. Dunque prima del termine stabilito in fase di contratto. Nessun problema al riguardo ma ci sarà una penale da pagare assieme al debito residuo da parte del beneficiario. La penale sarà determinata nella misura massima dell’1% del capitale residuo.

E’ fondamentale stabilire con estrema esattezza e precisione quanto è stato versato dal debitore e quanto rimane ancora da saldare.

Nel caso invece di decesso o di invalidità assoluta del beneficiario, il debito verrà considerato estinto e non ricadrà sugli eredi.

A cosa sono destinati i piccoli prestiti

Se invece dovete affrontare spese non troppo grosse, legate alla quotidianità familiare, allora potreste indirizzarvi verso i piccoli prestiti. Possono durare da 1 a 4 anni e potete suddividerli in 12, 24, 26 o 48 rate mensili. Non avete bisogno di motivare la vostra richiesta né di allegare documentazione di spesa.

Potete anche pagare con doppia mensilità (invece della singola) fino ad arrivare a 8 mensilità (l’importante è che il richiedente non abbia altre trattenute in corso sullo stipendio o pensione).

Se il dipendente passa ad un’altra amministrazione pubblica, il vecchio ufficio provvederà a comunicare al nuovo ufficio i dati relativi al prestito e riferirà il conto delle ritenute eseguite e dei versamenti effettuati all’INPS.

Possibilità di rinnovo

E’ possibile chiedere un rinnovo del prestito, sia nel caso dei piccoli prestiti che nel caso di quelli pluriennali diretti.

Per quanto riguarda i piccoli prestiti, bisognerà aspettare:

  • 6 mesi per i prestiti annuali
  • 12 mesi per quelli biennali
  • 18 per i prestiti triennali
  • 24 per quelli quadriennali

Per quanto riguarda invece i prestiti pluriennali, bisognerà aspettare due anni per i prestiti di 5 anni e quattro anni per quelli decennali.

Altre motivazioni per chiedere prestiti pluriennali

Abbiamo visto che i prestiti pluriennali diretti sono l’ideale per quei dipendenti o pensionati pubblici che vogliano ristrutturare casa. Sono però anche tante altre le motivazioni che, nel regolamento, danno accesso a questo tipo di prestito.

I prestiti quinquennali si possono richiedere per motivi come:

  • spese dovute a calamità naturali
  • rapina, furto, incendio
  • trasloco
  • acquisto casa
  • malattia
  • matrimonio
  • adozione figli
  • corsi post-laurea
  • decesso di un familiare
  • acquisto veicoli per disabili

Quelli decennali invece per:

  • riscatto di alloggi popolari
  • acquisto della prima casa
  • gravi malattie

Potrete poi avvalervi stesso sul sito dell’INPS di un Prontuario che, con le sue tabelle finanziarie, vi permetterà di calcolare l’importo del prestito, le rate e gli interessi, anche in base all’età.