Prestiti Inpdap dipendenti pubblici per l’acquisto della prima casa: guida passo per passo, consigli e informazioni utili

Indice dei contenuti

I prestiti INPDAP sono forme di finanziamento agevolato che consentono la realizzazione di piccoli e grandi sogni come ad esempio l’acquisto di una prima casa o sostenere le spese di un matrimonio o ristrutturare casa. Sono prestiti erogati stesso dall’INPS o da banche e finanziarie convenzionate con l’INPS.

Perchè parliamo di INPS e non di INPDAP? Perché l’INPDAP è stato soppresso nel 2011 e dal 1 gennaio 2012 le sue funzioni sono state assorbite dall’INPS. Infatti, più che prestiti INPS sarebbe più corretto chiamarli prestiti INPS ex INPDAP.

Tutte le sue funzioni dunque, come erogare pensioni, prestiti, il TFR (trattamento di fine rapporto) e incassare i contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti pubblici sono ora svolte dall’INPS. Così come anche la gestione del Fondo della Gestione Unitaria delle Prestazioni creditizie e sociali (chiamato semplicemente Fondo Credito).

L’INPS attingerà dal Fondo per elargire i vari prestiti, in base alla disponibilità delle risorse previste dal bilancio di quell’anno. Il Fondo viene alimentato poi dai contributi degli stessi dipendenti e pensionati pubblici iscritti che verseranno lo 0,35% dello stipendio o lo 0,15% della pensione mensile. E’ come se fosse una sorta di auto-finanziamento.

Tipologie di prestiti

I prestiti INPDAP possono essere di tre tipologie:

  • piccoli prestiti
  • prestiti pluriennali diretti
  • prestiti pluriennali garantiti

Mentre i piccoli prestiti e quelli pluriennali diretti vengono erogati stesso dall’INPS e li si possono richiedere andando sul sito dell’INPS e accedendo all’area dedicata, quelli pluriennali garantiti si richiedono alle banche o finanziarie convenzionate con l’INPS. L’INPS farà appunto da garante, nel caso che il beneficiario dovesse morire improvvisamente oppure perdere il lavoro o avere una drastica riduzione nello stipendio.

In base alla proprie esigenze si sceglierà uno o l’altro tipo di prestito, che hanno caratteristiche ben definiti. I requisiti però per fare domanda sono gli stessi. Vediamoli assieme.

Requisiti di accesso

Per poter accedere ai prestiti INPDAP, il requisito principale è essere un dipendente o pensionato pubblico iscritti alla Gestione Unitaria. Senza l’iscrizione, ogni richiesta verrà respinta, anche se si soddisfano gli altri requisiti che sono:

  • avere contratto di lavoro a tempo indeterminato con almeno 4 anni di anzianità di servizio ai fini della pensione e 4 anni di contributi versati;
  • avere un contratto di lavoro a tempo determinato di almeno 36 mesi e, una volta concluso, il beneficiario del prestito userà obbligatoriamente il suo TFR come garanzia della restituzione del prestito.

Inoltre è importante avere già un codice PIN personale che consenta di poter accedere ai servizi offerti sul sito INPS e dunque ai moduli da scaricare per fare richiesta.

Come richiederli

Richiedere un prestito INPDAP è semplice e comodo. Non ci sarà neanche bisogno di uscire di casa perchè si può fare in modalità telematica andando sul sito ufficiale dell’INPS. Accedendo alla propria area riservata (tramite il PIN personale) si potrà andare nella sezione “Prestazioni e servizi” e poi arrivare nella sezione della modulistica.

I  moduli dunque si scaricheranno (gratuitamente), compileranno e firmeranno (potreste fare anche tutto online avvalendovi della firma digitale, se ne siete in possesso) e invieranno, correlandoli di tutta la documentazione richiesta.

Se invece optate per i prestiti INPDAP delle banche, dovrete recarvi in una delle sedi e parlare con un consulente che, volendo, può anche simulare il vostro piano di ammortamento in modo da capire tutti i vari costi. La banca poi vorrà una serie di documenti come le ultime buste paga o le bollette che attestino la vostra residenza.

Applicherà poi la cessione del quinto sullo stipendio o pensione mensile come modalità obbligatoria di rimborso del prestito.

Acquisto della prima casa

Per prima casa si intende la prima abitazione di proprietà di una persona. Tutte le case successive (come quella al mare o in montagna) verranno definite “seconde case”. “Prima casa” è una definizione che si userà solo fino al momento dell’acquisto in modo da poter accedere alle varie agevolazioni.

I requisiti per definire un immobile “prima casa” sono che:

  • l’acquirente deve essere una persona fisica;
  • l’immobile deve essere residenziale e non essere, ad esempio, una villa, un palazzo o un’abitazione di pregio artistico e/o storico;
  • l’acquirente non deve essere titolare su un altro immobile acquistato usufruendo delle agevolazioni riservate alle “prime case” su tutto il territorio nazionale, oltre che di un’altra casa nello stesso Comune dove acquisterà la sua prima casa;
  • l’acquirente deve risiedere o lavorare nello stesso Comune dove acquisterà la prima casa.

Mentre invece, sul contratto del prestito per l’acquisto della prima casa, devono essere presenti i seguenti elementi:

  • TAN e TAEG
  • le spese aggiuntive (come le spese di istruttoria)
  • il numero, gli importi e le scadenze delle rate
  • il piano di ammortamento
  • polizza assicurativa obbligatoria
  • eventuali coperture assicurative richieste

Per acquistare una prima casa avvalendosi dei prestiti INPDAP, la soluzione migliore è ricorrere ai prestiti pluriennali diretti. 

Prestiti pluriennali diretti

Questo tipo di prestito può durare 5 anni (suddiviso in 60 rate mensili) o 10 anni (suddiviso in 120 rate mensili). Il tasso di interesse annuo è di 3,50% a cui bisogna aggiungere anche lo 0,50% dovuto alle spese di amministrazione e al premio Fondo rischi che varia in base all’età del richiedente e alla durata del prestito.

Una volta richiesto il prestito, lo si può richiedere nuovamente una volta passati due anni (nel caso del prestito quinquennale) o quattro anni (per il prestito decennale). In caso di decesso del beneficiario, il debito non ricadrà sui suoi eredi.

I prestiti INPDAP di questo tipo sono finalizzati cioè devono avere una motivazione ben precisa come appunto l’acquisto di una prima casa, spese condominiali, gravi malattie, matrimoni, nascita di figli, adozioni di figli e così via.

Quando si fa domanda bisognerà allegare sia la documentazione di spesa sia un certificato medico che attesti la sana costituzione del richiedente. Va rilasciata, entro 45 giorni prima della presentazione della domanda, da:

  • un medico dell’ASL
  • un ufficiale medico militare in attività di servizio
  • un medico incaricato dall’amministrazione di appartenenza dell’iscritto

Prestiti pluriennali garantiti

Altrimenti, invece che rivolgersi al sito INPS, si può decidere di andare presso banche o finanziarie convenzionate con l’INPS e usufruire dei prestiti pluriennali garantiti. Valgono gli stessi requisiti dei prestiti rilasciati direttamente dall’INPS e si avvalgono della cessione del quinto come rimborso mensile del prestito.

I tassi di interesse varieranno da istituto a istituto. Il vantaggio del richiedere prestiti INPDAP alle banche è che non si è vincolati alla risorse disponibili dell’INPS.

Come i pluriennali diretti, hanno durata quinquennale o decennale, da restituire in 60 o 120 rate mensili (ogni rata non può superare il quinto dello stipendio o della pensione mensile).

Consigli

Prima di andare sul sito dell’INPS o in banca, vi consigliamo di provare a calcolare e simulare i vari costi annessi alla cifra richiesta dal vostro prestito tenendo conto dell’età e della durata del prestito che vi interessa.

Potete scaricare un Prontuario messo a disposizione stesso dall’INPS sul sito con varie tabelle finanziarie che vi permettono di orientarvi sui vari tassi e costi e anche suo debiti residui. Molto comodo e gratuito! E’ in formato pdf e potete scaricarlo sul desktop del vostro pc per consultarlo con estrema calma.

Oppure potete avvalervi di software online adibiti al calcolo e alla simulazione di piani di ammortamento.

I prestiti senza motivazioni: i piccoli prestiti

Per completare la panoramica sui prestiti, non possiamo non citare i piccoli prestiti che sono solitamente richiesti per far fronte ad esigenze quotidiane familiari.

Non richiedono motivazione né documentazione di spesa. Basta avere i requisiti giusti e compilare il modulo online sul sito dell’INPS.

Possono essere annuali, biennali, triennali e quadriennali con rate che partono da un minimo di 12 fino ad arrivare a 48 mensilità. Possono essere richiesti anche in doppia mensilità, fino ad un massimo di 8, però il richiedente non deve avere in corso altre trattenute sullo stipendio o pensione. Se il dipendente pubblico passa ad un’altra amministrazione, sarò cura del vecchio ufficio comunicare tutti i dati e la situazione del prestito e il conteggio delle rate del dipendente.

Il tasso di interesse annuo è di 4,25% assieme allo 0,50% dovuto alle spese di amministrazione e per il premio Fondo rischi.

Si può richiedere un nuovo prestito secondo la seguente tempistica:

  • 6 mesi per i prestiti annuali
  • 12 per quelli biennali
  • 18 per quelli triennali
  • 24 per i prestiti quadriennali

Estinzione anticipata: come fare

Per estinzione anticipata si intende la possibilità di estinguere un debito prima dei termini prefissati dal contratto. Bisogna versare in un’unica soluzione tutto il debito residuo e, se contemplata, pagare anche la penale di estinzione che non può superare l’1% del capitale residuo.

Colui che vuole richiedere l’estinzione anticipata dovrà richiedere anche il conteggio estintivo cioè un documento che attesti quali rate ha già pagato e quali gli restavano da pagare in modo da poter conoscere la cifra esatta da versare.

Anche in questo caso, per poter procedere basterà andare sul sito dell’INPS e andare nella sezione “Accedi ai servizi”, verrete guidati passo dopo passo alla sezione dedicata all’estinzione anticipata.