Prestiti Inpdap dipendenti pubblici o prestiti tra privati: cos’è meglio? Confronto, differenze, pro e contro

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Tra i prestiti INPDAP e i prestiti tra privati ci sono davvero parecchie differenze. Ad accumunarli però c’è sicuro la convenienza e il loro carattere agevolato. Mentre i prestiti INPDAP sono finanziamenti a cui possono accedere soltanto i dipendenti pubblici o i pensionati ex lavoratori pubblici, i prestiti tra privati sono aperti a tutti, anche a chi non ha molte garanzie da offrire e avvengono tramite piattaforme online.

I prestiti INPDAP si dividono in quelli erogati direttamente dall’INPS e in quelli erogati da istituti di credito convenzionati con l’INPS come Compass, Findomestic, Intesa Sanpaolo, Unicredit. I primi sono caratterizzati da tassi di interesse fissi e davvero bassi. I secondi invece hanno tassi che varieranno da una banca o finanziaria all’altra.

Si chiamano prestiti INPDAP ma ormai sarebbe più corretto chiamarli prestiti INPS ex INPDAP in quanto l’INPDAP (Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) non esiste più. E’ stato soppresso durante il governo Monti nel 2011. Le sue funzioni sono dunque state trasferite all’INPS.

Prestiti INPDAP: caratteristiche

I prestiti INPDAP sono finanziamenti esclusivi. Anche se si hanno solide garanzie da presentare come busta paga e contratto di lavoro a tempo indeterminato, se non si è alle dipendenze di pubbliche amministrazioni (scuole, università, ospedali, Comuni, Regioni), non si possono richiedere.

Inoltre, come ulteriore requisito, bisogna avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato con almeno 4 anni di contributi versati e 4 anni di anzianità di servizio ai fini della pensione. Oppure un contratto di lavoro a tempo determinato della durata minima di 36 mesi con l’obbligo di cedere il TFR maturato come garanzia della restituzione del prestito.

Bisogna poi essere dotati di PIN INPS per poter accedere all’area riservata del sito INPS e fare domanda di prestito. Importantissimo poi, anzi, fondamentale, il requisito di essere iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, detto Fondo credito.

Cos’è il Fondo credito

Il Fondo credito consente all’INPS di avere quelle risorse tali per poter erogare prestiti ai richiedenti. Inoltre va a finanziarie anche viaggi studi, master o borse di studio dei figli dei dipendenti pubblici.

I vari contribuenti (tra cui i pensionati che vi si possono iscrivere dal novembre 2007), con un piccolo contributo creeranno quel tesoretto tale che permetterà all’INPS di soddisfare parecchie richieste.

Anche se, all’inizio di ogni anno finanziario, verrà stabilito preventivamente un tetto massimo di risorse da erogare. Quindi, se vi vedete rifiutare il prestito pur se provvisti dei requisiti giusti, non vi preoccupate. E’ una questione di limite delle risorse. In alternativa, potrete rivolgervi alle banche e finanziarie convenzionate le quali, invece, non avranno di questi problemi.

Come funzionano i prestiti tra privati

Così come i prestiti INPDAP, anche i prestiti tra privati si annoverano tra quelli più convenienti in quanto hanno tassi di interesse inferiori rispetto a quelli proposti da banche e finanziarie.

Sia l’accredito che l’addebito avverranno sul conto corrente indicato e il pagamento delle rate avverrà mensilmente. Nato nel 2005 in Gran Bretagna, il prestito tra privati o social lending, si basa su un intermediario autorizzato che farà appunto da tramite tra soggetti economici interessati o a ottenere denaro o a prestarlo. Può trattarsi sia di persone ma anche di aziende.

Funzionerà tutto attraverso piattaforme online, sicure e vigiliate, come ad esempio Smartika o Prestiamoci.it, che metteranno in contatto domanda e offerta. Oltre ad essere snella e dunque con costi minori, questa procedura avverrà in tempi anche piuttosto veloci.

Salta all’occhio come il vantaggio principale sia il fatto che non sono coinvolte banche nè finanziarie, dunque diviene tutto più conveniente a livello contrattuale.

Ne trarrà vantaggio sia chi cerca denaro, se con i prestiti tradizionali si vede sbattere le porte in faccia, sia chi presta denaro che incasserà gli interessi (la piattaforma chiederà solo una piccola commissione in percentuale sul capitale prestato).

Prestiti sicuri

In quanto a sicurezza e affidabilità, non vi preoccupate. I prestiti tra privati operano in un circuito vigilato e autorizzato dalla Banca d’Italia. Dunque sarà tutto monitorato e sotto sorveglianza.

Verrà garantita anche la privacy. L’importante è che vi assicuriate, anche voi stessi, che colui a cui vi rivolgete abbia una qualche certificazione a procedere da parte della Banca d’Italia. Diffidate poi di coloro che propongono tassi di interesse troppo alti o che chiedono del denaro a titolo di istruttoria cioè per le spese legate all’apertura della pratica.

I requisiti

Come abbiamo visto per i prestiti INPDAP, anche per i prestiti tra privati bisognerà presentare una certa documentazione e garanzie, affinchè chi potrebbe prestarvi denaro sia sicuro che potrete restituire la somma prestata.

Dunque dovrete presentare/allegare:

  • documento di identità valido
  • codice fiscale o tessera sanitaria
  • documento che certifichi il reddito

In poche parole, quegli stessi documenti che avreste presentato in banca per richiedere un prestito. Se siete stati segnalati come cattivi pagatori, potrete provare a fare richiesta ma, anche per i prestiti tra privati, troverete difficoltà ad avere un esito positivo alla domanda di finanziamento.

Pro e contro prestiti tra privati

Pur se richiedenti delle garanzie, i prestiti tra privati sono meno rigidi rispetto a quelli richiesti in banca e hanno maggiore flessibilità.

Sono veloci, hanno tassi bassi e consentono di azzerare o abbassare i vari costi accessori. Andranno comunque a garantire il rispetto della privacy dei dati e la sicurezza delle transazioni.

Come contro abbiamo che, rispetto ai prestiti tradizionali, quelli tra privati che avvengono tramite piattaforme online offrono meno costi e penali ma anche meno tutela nei confronti del richiedente ma anche di chi eroga. La maggiore libertà quindi si potrebbe scontare con i rischi dovuti al fatto che non si viene seguiti da un istituto di credito nelle varie fasi del percorso.

Pro e contro dei prestiti INPDAP

Possiamo dire che il più grande svantaggio dei prestiti INPDAP è che nono sono aperti a tutti. Ma soltanto, come abbiamo visto, ai dipendenti pubblici.

Per il resto, sono prestiti davvero vantaggiosi e da consigliare a tutti coloro che vi possono accedere. Hanno tassi super convenienti e offrono molte tutele. Come ad esempio il fatto che, in caso di morte del beneficiario, il debito non ricadrà sui suoi eredi.

Sono anche facili da richiedere. Non si dovrà neanche uscire dalla propria abitazione ma, semplicemente, collegarsi a internet col pc e fare domanda sul sito dell’INPS.