Prestiti Inpdap dipendenti pubblici e prestiti veloci: confronto, caratteristiche, migliori prodotti, dettagli

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Ci sono momenti nella vita in cui ci troviamo a dover affrontare spese inaspettate e impreviste. Non bisogna avvilirsi se non si hanno le possibilità economiche perchè c’è la possibilità di poter richiedere un prestito. Ci sono tante tipologie di prestito che variano in base alle esigenze e alla situazione economica e reddituale del richiedente.

In particolar modo, se sia ha bisogno di una quantità di denaro non troppo elevata (di solito siamo tra i 1000 euro e i 30.000 euro) e preme averlo nel minor tempo possibile, i prestiti veloci sono l’ideale. In 48 ore, ma alcuni anche in 24 ore, ti erogheranno l’importo richiesto.

Sono una forma di prestito personale cioè viene incontro alle necessità di quella persona che non dovrà per forza specificare il motivo della richiesta di liquidità. Si tratta dunque di un prestito non finalizzato. Per velocizzare al massimo i tempi, è consigliato rivolgersi ai prestiti online che presentano numerose offerte e vantaggi.

Se invece sei un dipendente pubblico o un pensionato che ha prestato servizio presso pubbliche amministrazioni, se hai bisogno di ricevere un finanziamento entro tempi brevi, puoi richiedere un piccolo prestito INPDAP. Ma che si intende per prestiti INPDAP? Capiamolo più nel dettaglio.

I prestiti INPDAP: cosa sono

I prestiti INPDAP in realtà dovremmo chiamarli prestiti INPS ex INPDAP in quanto l’INPDAP è stato soppresso nel 2011 e, dal gennaio 2012, è l’INPS che fa le sue veci e svolge le sue mansioni.

L’INPDAP era un ente pubblico che si occupava di dare assistenza ai dipendenti pubblici dal punto di vista previdenziale e contributivo. Erogava non solo i prestiti ma anche il TFR cioè il trattamento di fine rapporto e incassava i contributi previdenziali.

Grazie all’istituzione nel 1996 della Gestione Unitaria delle Prestazioni creditizie e sociali (il Fondo credito) si è creato un bacino di risorse disponibili per erogare prestiti ai dipendenti pubblici che vi sono iscritti e anche ai pensionati, a partire dal 2007.

Saranno gli stessi dipendenti e pensionati, con il loro versamenti, a rimpinguare il Fondo credito. I dipendenti infatti devono versarvi lo 0,35% della loro retribuzione, mentre i pensionati lo 0,15% della loro pensione.

I prestiti INPDAP dunque sono rivolti soltanto ai dipendenti e pensionati pubblici. Non ad altri tipi di lavoratori. Sono una forma di finanziamento agevolato destinato prettamente a loro.

Tipologie di prestiti INPDAP

I prestiti INPDAP li possiamo suddividere in due categorie:

  • prestiti erogati direttamente dall’INPS
  • prestiti erogati da banche e finanziarie convenzionate con l’INPS

La prima tipologia di finanziamento si dirama a sua volta in piccoli prestiti e in prestiti pluriennali diretti. Mentre la seconda tipologia è costituita dai prestiti pluriennali garantiti cioè è l’INPS che fa da garante in caso di insolvenza o impossibilità a pagare da parte del beneficiario del prestito.

Quale scegliere tra i prestiti INPDAP

Non vi preoccupate, capirete qual è il tipo di prestito più adatto a voi in base alle vostre stesse esigenze. Se infatti avete bisogno di un prestito immediato per far fronte a spese impreviste, allora la scelta più naturale è verso il piccolo prestito.

Se invece avete bisogno di un finanziamento più grande e finalizzato ad un determinato scopo (acquisto o ristrutturazione di casa, matrimonio, nascita o adozione di figli, cure per malattie), allora il prestito pluriennale diretto è l’ideale.

Queste due tipologie di prestiti INPDAP hanno un TAN fisso (il 4,25% per i piccoli prestiti e il 3,50% per i prestiti pluriennali diretti) a cui bisognerà aggiungere lo 0,50% di spese di amministrazione e nella quota da versare al premio Fondo rischi che varierà in base all’età del richiedente e della durata del prestito.

Se dunque non volete essere vincolati a un TAN fisso, vi consigliamo di optare per i prestiti INPDAP erogati da banche in quanto i tassi di interesse varieranno da un istituto di credito ad un altro. Inoltre, mentre i presiti erogati stesso dall’INPS saranno vincolati alla disponibilità delle risorse prevista per quell’anno, i prestiti delle banche non hanno un limite prestabilito.

I requisiti e come fare richiesta

I dipendenti e pensionati pubblici che vogliono richiedere un prestito INPDAP, dovranno collegarsi semplicemente al sito dell’INPS e accedere alla sezione “Prestazioni e servizi” che li condurrà alla sezione dedicata alla modulistica.

Basterà scaricare il modulo in maniera assolutamente gratuita, compilarlo, firmarlo e allegare la documentazione richiesta (copia di un documento d’identità valido, ultime buste paga, certificato medico, documentazione di spesa).

Ma non basta essere un dipendente pubblico. E’ necessario sia per i pensionati che per coloro che lavorano ancora, essere iscritti al Fondo credito. Vale anche per coloro che richiederanno un prestito pluriennale garantito.

Bisogna poi essere muniti di codice PIN INPS personale (se non lo avete, dovrete andare nella sezione del sito INPS chiamata “IL PIN ONLINE”) per poter accedere ai moduli e ai servizi. E poi avere:

  • un contratto di lavoro a tempo determinato che duri almeno 36 mesi e con l’obbligo di versare il TFR maturato come garanzia della restituzione del debito;
  • oppure un contratto di lavoro a tempo indeterminato con almeno 4 anni di contributi versati e 4 anni di anzianità di servizio ai fini della pensione.

Differenze tra piccoli prestiti e prestiti pluriennali diretti o garantiti

I piccoli prestiti non richiedono motivazione o documentazione di spesa. Sono dunque l’ideale per chi ha bisogno di prestiti veloci. Possono essere annuali, biennali, triennali e quadriennali con rate che vanno da 12 a 48 mensilità. Si può anche scegliere di restituire il prestito tramite la doppia mensilità fino ad arrivare a ben 8 mensilità restituibili in 48 mesi (ma non si devono avere altre trattenute sullo stipendio o pensione in corso).

I prestiti pluriennali diretti e garantiti invece durano 5 anni (con suddivisione in 60 rate mensili) o 10 anni (in 120 rate mensili).

Se richiedi il prestito INPDAP in banca, la restituzione del prestito avverrà obbligatoriamente con la modalità della cessione del quinto (circa il 20%) dello stipendio o pensione mensile. Così la banca si tutela e, a partire dal mese successivo all’erogazione del finanziamento, inizierà a trattenere dal conto corrente l’importo concordato al momento della stipula del contratto.

I prestiti veloci

Per quanto riguarda i prestiti veloci, come già anticipato, sono dei prestiti personali pensati per chi ha bisogno di disporre in tempi brevi di denaro per affrontare spese urgenti e impreviste.

Non sono finalizzati dunque non bisogna specificare lo scopo al momento della richiesta. I tassi di interesse varieranno in base all’istituto di credito al quale ci si rivolge.

Per accorciare ancora di più tempi, converrà rivolgersi ai prestiti online che sono super veloci e, a volte, erogano il finanziamento anche entro le 24 ore. Se da un lato abbatterete i costi delle spese accessorie, dall’altro i tassi di interesse potrebbero essere più alti, dato che vi stanno offrendo un servizio in tempi così stretti.

Confronto tra prestiti INPDAP e prestiti veloci

Prima di tutto, sono due forme di prestito che rispondo egregiamente alla richiesta di immediatezza da parte dell’utente. Sia i piccoli prestiti INPDAP che i prestiti veloci erogano somme di denaro non troppo alte e in breve tempo e senza richiedere motivazione di spesa.

Mentre i tassi di interesse dei piccoli prestiti sono fissi, quelli dei presiti veloci cambiano a seconda della banca che li eroga. Questo può essere sia un elemento positivo che negativo.

La grande differenza di fondo però è che a poter accedere ai prestiti INPDAP sono solo i dipendenti e pensionati pubblici. Invece i prestiti veloci possono richiederli tutti. Sia chi ha una busta paga, sia chi non ce l’ha ma può offrire garanzie alternative. Sia gli studenti che i lavoratori autonomi. Insomma, è un prestito adatto ad una grossa fetta della popolazione, rispetto ai prestiti INPDAP.