Prestiti Inpdap dipendenti pubblici e assicurazione: cosa sapere, caratteristiche, vantaggi

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Solitamente, quando si richiede un prestito personale in banca e si sottoscrive un contratto con cessione del quinto, c’è la possibilità o, in alcuni casi, l’obbligo, di stipulare anche una polizza assicurativa sulla vita. In questo modo gli istituti di credito si tutelano in caso di morte, insolvenza o perdita del lavoro da parte del beneficiario del prestito.

Per quanto riguarda i prestiti INPDAP, la questione è diversa. Si tratta infatti di particolari forme di finanziamento agevolato destinate ai dipendenti pubblici o ai pensionati che hanno prestato servizio presso amministrazioni pubbliche. Si dividono in due tipologie: i prestiti erogati direttamente dall’INPS e quelli invece erogati da banche e finanziarie convenzionate con l’INPS.

Nel caso dei prestiti INPDAP erogati da banche, vi potrebbe essere richiesto di stipulare un’assicurazione anche se stesso l’INPS vi farà da garante in caso di decesso o perdita di lavoro. Il dipendente o pensionato infatti è iscritto al Fondo credito e anche al Fondo rischi. In questo modo, tramite un contributo mensile o da aggiungere al TAN quando si richiede il prestito, sarà coperto in caso di morte, diminuzione dello stipendio o perdita del lavoro.

I vantaggi dei prestiti INPDAP

I prestiti INPDAP dunque presentano il grande vantaggio di fornire una certa copertura assicurativa a coloro che ne hanno i requisiti. In questo modo, grazie alla tutela dell’INPS, i dipendenti pubblici si vedono aprire le porte delle banche molto volentieri in quanto ben accetti data la stabilità e affidabilità finanziaria che offrono.

Quando andrete a richiedere un prestito INPDAP dovrete calcolare sia il TAN (tasso di interesse nominale annuo) che è fisso sia aggiungere lo 0,50% destinato sia alle spese amministrative sia per la quota da versare per il premio Fondo rischi.

Dunque il richiedente è libero di scegliere se abbinare al prestito la stipula di un’assicurazione (che dovrebbe incidere di solito del 6% sul costo complessivo finale). Alcune banche però, potrebbero obbligarvi a farlo. In questo caso potete valutare se rivolgervi ad un altro istituto bancario oppure no.

Le caratteristiche dei prestiti INPDAP

Dunque i prestiti INPDAP sono dei finanziamento agevolati che presentano numerosi vantaggi come appunto la possibilità di essere tutelati dall’INPS grazie ai contributi versati e grazie all’iscrizione al Fondo credito.

Purtroppo chi non lavora per pubbliche amministrazioni o ci ha lavorato ed ora è pensionato, non può accedervi in nessun caso. Inoltre, anche i dipendenti pubblici devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • essere iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali (Fondo credito). Si tratta di un Fondo istituito nel 1996 avente lo scopo di erogare prestiti e forme assistenziali ai dipendenti pubblici. A loro volta, i dipendenti pubblici iscritti devono versare un contributo dello 0,35% sulla loro retribuzione mentre i pensionati dello 0,15% sulla loro pensione.
  • avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato con 4 anni di anzianità di servizio utili ai fini pensionistici  e 4 anni di contributi versati;
  • avere un contratto di lavoro a tempo determinato (della durata minima di 36 mesi) e rispettare l’obbligo di cedere il TFR maturato come garanzia della restituzione del prestito.

Bisognerà poi avere un codice PIN INPS personale per poter accedere ai servizi telematici offerti dall’INPS.

Il passaggio dall’INPDAP all’INPS

I prestiti INPDAP si chiamano così perchè all’inizio era l’INPDAP cioè l’istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica a erogarli. Ma, essendo stato soppresso nel 2011 dal Governo Monti, le sue funzioni sono passate all’INPS che si occupa appunto sia di incassare i contributi previdenziali e assistenziali sia di erogare prensioni e prestiti.

Sarebbe dunque più corretto chiamare questi prestiti, i prestiti INPS ex INPDAP.

Tipologie di prestiti

I prestiti INPDAP si dividono nelle seguenti tipologie:

  • piccoli prestiti
  • prestiti pluriennali diretti
  • prestiti pluriennali garantiti

I primi due vengono erogati stesso dall’INPS ed hanno tassi di interesse fissi (4,25% per i piccoli prestiti e 3,50% per i prestiti pluriennali diretti). Invece quelli garantiti sono i prestiti INPDAP che si richiedono presso banche convenzionate come Unicredit e Intesa Sanpaolo. Sono appunto “garantiti” dall’INPS che garantisce in caso di decesso o perdita del lavoro del beneficiario.

I tassi di interesse in questo caso non sono prestabiliti ma varieranno da un istituto di credito all’altro. C’è dunque chi preferisce rivolgersi a questo tipo di prestiti INPDAP per avere più libertà di scelta.

Come si richiedono

Per quanto riguarda i prestiti pluriennali garantiti, potrete recarvi presso la sede della banca convenzionata INPS da voi scelta e farvi aiutare da un consulente nella scelta del piano di ammortamento a voi più idoneo. Potrete anche provare delle simulazioni in modo da valutare con criterio il prestito giusto.

Oppure, se scegliete quelli erogati dall’INPS, non dovrete neanche muovervi da casa vostra. Vi basterà andare su internet e collegarvi al portale web dell’INPS. Andando nella sezione “Prestazioni e servizi”, sarete indirizzati verso la sezione dedicata alla modulistica. Lì potrete trovare il modulo in pdf da scaricare, compilare e firmare per poi rimandarlo all’INPS.

Dovrete poi allegare la documentazione richiesta, come ad esempio le ultime buste paga, copia del documento di identità e del codice fiscale e la documentazione di spesa.

Le caratteristiche dei piccoli prestiti

Se avete bisogno di somme non troppo alte (5-8.000 euro) in tempi brevi per far fronte a spese familiari impreviste, allora la scelta più adatta alle vostre esigenze sono i piccoli prestiti INPDAP.

Non richiedono motivazione né documentazione di spesa. Dunque sono erogati anche in tempi piuttosto veloci. Possono durare da 1 a 4 anni e le rate vanno da 12 a 48 mensilità.

Possono essere richiesti nuovamente secondo le seguenti tempistiche:

  • 6 mesi per i prestiti annuali
  • 12 mesi per i prestiti biennali
  • 18 mesi per quelli triennali
  • 24 mesi per quelli quadriennali

I prestiti pluriennali di 5 e 10 anni

Se invece avete bisogno di prestiti di somme più cospicue e per scopi ben precisi come ad esempio l’acquisto o la ristrutturazione di casa o per la nascita di figli, vi conviene optare per i prestiti pluriennali.

Durano 5 o 10 anni con suddivisione in 60 o 120 rate mensili. Per richiedere nuovamente un prestito quinquennale bisognerà aspettare due anni mentre per il prestito decennale bisognerà attendere 4 anni.

Per richiedere un prestito pluriennale bisognerà sia presentare la documentazione di spesa sia un certificato medico. Dovrà essere rilasciato da un medico autorizzato e almeno 45 giorni prima dalla presentazione della domanda di prestito.