Prestiti Inpdad dipendenti pubblici: esempi di finanziamento, offerte migliori nel 2021

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Probabilmente ne sarai già al corrente, ma se non lo sai e sei un dipendente pubblico, potrai accedere ai prestiti INPDAP che sono finanziamenti agevolati per coloro che lavorano per la pubblica amministrazione o che ci hanno lavorato ed ora sono in pensione. Vengono chiamati ancora prestiti INPDAP ma in realtà sarebbe più corretto chiamarli prestiti INPS ex INPDAP dato che ad erogarli è l’INPS.

Infatti, se inizialmente era l’INPDAP ad occuparsene, siccome è stato soppresso nel 2011 con il decreto Salva Italia, le sue mansioni sono state tutte trasferite all’INPS. Dunque l’INPS si occuperà non solo di incassare i contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti pubblici, ma anche di erogare TFR (trattamento di fine rapporto), pensioni e prestiti.

Ma in cosa consistono questi prestiti? Sono dei finanziamenti erogati stesso dall’INPS o da banche e finanziarie convenzionate con l’INPS. Hanno dei tassi fissi agevolati e piano di rateizzazione piuttosto convenienti. In questo modo, i dipendenti pubblici come insegnanti, medici o impiegati, potranno far fronte sia a spese impreviste sia a spese programmate come può essere un matrimonio o l’acquisto di una casa.

Perchè scegliere un prestito INPDAP

Per chi ha i requisiti giusti, scegliere un prestito INPDAP conviene perchè sono finanziamenti specializzati proprio per una determinata categoria. I dipendenti pubblici, in linea generale, sono molto apprezzati come clienti dalle banche perchè, avendo una busta paga fissa, offrono una solida garanzia di restituzione del prestito.

Inoltre, in caso di insolvenza da parte di loro causa decesso o perdita del lavoro, sarà l’INPS  a fare da garante. Non a caso i prestiti INPDAP che si richiedono presso istituti di credito convenzionati si chiamano prestiti pluriennali garantiti.

Le banche di solito richiederanno la sottoscrizione obbligatoria della cessione del quinto dello stipendio o pensione, cioè circa il 20%, e inizieranno a trattenere la cifra pattuita a partire dal mese successivo dall’erogazione del finanziamento. Sarà anche possibile avere anche più di un finanziamento in corso, basta che non si superi il 40% dello stipendio/pensione del beneficiario e che gli resti una somma dignitosa per vivere.

Tipologie di prestiti INPDAP

Come anticipato, i prestiti INPDAP si suddividono in:

  • quelli erogati direttamente dall’INPS: i piccoli prestiti e i prestiti pluriennali diretti;
  • quelli erogati da banche e finanziarie convenzionate con l’INPS e che si chiamano prestiti pluriennali garantiti.

Quali sono le differenze? I prestiti erogati dall’INPS si andranno a richiedere facendo domanda online sul sito dell’INPS. Tutto molto semplice e comodo. Andando nella sezione dedicata alla modulistica che è una sotto-sezione della macro-area “Prestazioni e servizi”, potrete scaricare rapidamente e gratuitamente il modulo che vi interessa, compilarlo, firmarlo e inviarlo all’INPS corredandolo della documentazione richiesta (sicuramente le ultime buste paga e un documento di identità).

Per quanto riguarda i prestiti da richiedere in banca potete o recarvici di persona in una delle sedi, prendendo appuntamento con un consulente che vi possa seguire nei vari step, oppure andando sul sito della banca che vi convince di più.

I prestiti erogati dall’INPS prevedono TAN (tasso nominale annuo) fisso e cioè il 4,25% per quanto concerne i piccoli prestiti e il 3,50% per quelli pluriennali diretti. A questi bisogna aggiungere, per entrambe le tipologie, lo 0,50% di spese di amministrazione e di quota premio Fondo rischi.

Invece i tassi dei prestiti INPDAP tramite banche non sono prestabiliti, ma varieranno da un istituto di credito ad un altro. Inoltre, molti scelgono di rivolgersi a questo tipo di prestito perchè, mentre i prestiti INPDAP erogati dall’INPS sono soggetti ad un limite di risorse stabilito ogni anno finanziario, quelli erogati dalle banche non hanno limiti ben precisi.

Requisiti

Oltre che essere dipendenti pubblici o pensionati ex dipendenti pubblici, bisogna anche rispondere a determinati requisiti per poter richiedere un prestito INPDAP.

In primis, bisogna essere iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali, chiamata anche Fondo credito. Istituita nel 1996, la Gestione garantisce ai suoi iscritti l’accesso a prestazioni di tipo creditizio e sociale. Gli iscritti, da parte loro, dovranno versare un contributo pari allo 0,35% dello stipendio lordo. Questo per quanto riguarda i dipendenti pubblici. I pensionati invece (che sono potuti accedere al Fondo credito dal novembre 2007) dovranno versare lo 0,15% della pensione.

Come altro requisito bisogna poi:

  • o avere un contratto a tempo indeterminato con almeno 4 anni di anzianità di servizio ai fini della pensione e 4 anni di contributi versati;
  • oppure avere un contratto a tempo determinato della durata di almeno 36 mesi con l’obbligo di cedere il TFR maturato come garanzia della restituzione del prestito.

Esempi di finanziamento

Facciamo un esempio concreto di finanziamento INPDAP. Se il vostro stipendio è di 1000 euro e l’importo erogato è di 3.000-5.000 euro, se optate per un piccolo prestito, la restituzione potrebbe avvenire in 1-4 anni oppure in 5-10 anni se invece è un prestito pluriennale.

Considerando che si potrà trattenere massimo il 20% dallo stipendio/pensione avremo una rata di al massimo 200 euro mensili.

Se invece si tratta di uno stipendio di 1500 euro, il suo quinto massimo cedibile è di 300 euro mensili. Bisogna poi applicare sia il TAN (che ricordiamo è fisso per i piccoli prestiti e per i prestiti pluriennali diretti) e il TAEG cioè il tasso annuo effettivo globale che include anche le spese accessorie come le spese di istruttoria ed eventuale assicurazione.

Le migliori offerte

Per capire quali sono le migliori offerte di prestiti INPDAP del mese, vi consigliamo di andare online e fare una ricerca sui siti di comparazione e confronto prestiti come facile.it.

Optare per un prestito online vi consentirà di abbattere sia i tempi sia le spese accessorie e di gestione. Tra le banche convenzionate INPS troviamo Compass, Unicredit, Findomestic e Intesa Sanpaolo.

I piccoli prestiti: somme piccole per spese urgenti

I piccoli prestiti si chiamano così perchè vengono richiesti per fra fronte a spese urgenti e impreviste il cui totale è piuttosto contenuto come cifra. Non bisogna allegare la documentazione di spesa e dunque non bisogna giustificare il perchè si richiedono.

Possono durare da 1 a 4 anni e le rate possono andare dalle 12 alle 48 mensilità. Sono prestiti che si possono richiedere anche in doppia mensilità, fino ad un massimo di 8 mensilità da restituire in 48 mesi (ma non bisogna avere altre trattenute sullo stipendio in corso).

Prestiti pluriennali: per spese programmate

Possono durare 5 o 10 anni, con rate da 60 o 120 mensilità. In questo caso bisognerà non solo allegare alla richiesta la documentazione di spesa, ma anche un certificato medico rilasciato da un medico autorizzato almeno 45 giorni prima dalla presentazione della domanda.