A chi rivolgersi per i prestiti Inpdap dipendenti pubblici: richiesta, dettagli, informazioni utili

Indice dei contenuti

I prestiti INPDAP sono una forma di finanziamento agevolata per i dipendenti pubblici da parte dell’INPS ex INPDAP. Infatti sarebbe più corretto chiamarli prestiti INPS. L’INPDAP (Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) infatti è stato soppresso nel 2011 e tutte le sua mansioni sono passate all’INPS (Istituto nazionale della previdenza sociale).

L’INPDAP si occupava soprattutto: di incassare i contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti pubblici, erogava le pensioni e il trattamento di fine rapporto (TFR), erogava piccoli prestiti. Dal 1996 aveva in carico la gestione separata dei trattamenti pensionistici dei dipendenti statali.

Dal 2012 dunque l’INPDAP è passato a essere INPS Gestione Dipendenti Pubblici e fornisce quegli stessi servizi offerti prima dall’INPDAP, grazie ai contributi erogati dagli stessi iscritti alla Gestione che consiste nello 0,35% della retribuzione contributiva e pensionabile e va ad applicarsi ogni mese. E’ un contributo che va ad alimentare, in particolar modo, il Fondo credito che è stato istituito nel 1996 e a cui sono iscritti sia tutti i dipendenti pubblici ex-INPDAP sia tutti i pensionati che abbiano lavorato presso enti pubblici.

Chi può accedere ai prestiti INPDAP

Per accedere ai prestiti INPDAP, bisogna prima di tutto essere iscritti alla Gestione separata che, come abbiamo visto, è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali dei lavoratori pubblici e di altre categorie di lavoratori escluse fino al 1996 (come i liberi professionisti o i venditori a domicilio).

Ulteriori requisiti sono:

  • avere un contratto a tempo indeterminato con 4 anni di anzianità di servizio e altrettanti 4 anni di versamenti di contributi;
  • avere un contratto a tempo determinato, ma la durata non deve essere inferiore ai 36 mesi, e con il rilascio del TFR a garanzia della restituzione del prestito.

Bisogna poi essere in possesso di un PIN personale o, in alternativa, possedere una Carta Nazionale dei servizi (CNS).

A chi fare domanda

Tutti coloro che hanno i giusti requisiti, possono chiedere prestiti INPDAP o rivolgendosi direttamente all’INPS, recandosi in sede oppure andando sul sito (soluzione molto più comoda) oppure possono rivolgersi alle banche o alle finanziarie convenzionate con l’INPS. Quest’ultime andranno ad utilizzare le funzioni informatiche appositamente predisposte dall’INPS.

I prestiti che si richiedono stesso all’INPS si dividono in piccoli prestiti e in prestiti pluriennali diretti. Se ci si rivolge alle banche, si parla di prestiti pluriennali garantiti.

Le banche gradiscono molto avere come clienti i dipendenti pubblici perchè offrono solide garanzie. Offrono loro come soluzione, in realtà obbligatoria, della cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Come fare domanda

Se si decide di rivolgersi all”INPS, bisognerà andare sul sito dell’INPS, nella sezione “Accedi ai servizi” che poi riporterà alla sezione “Servizi Gestione Dipendenti Pubblici (ex INPDAP)” e così via fino ad arrivare alla sezione dedicata ai piccoli prestiti. Si scaricherà un modulo da compilare e da rimandare correlato dalla documentazione richiesta (come la copia del codice fiscale e del documento d’identità e le ultime buste paga). Possono farlo sia i dipendenti sia i pensionati. Quindi un’operazione molto facile e gratuita.

Una volta approvata la richiesta, la somma verrà erogata direttamente sul conto corrente indicato dal richiedente.

Se invece ci si reca presso banche o finanziarie, bisognerà prendere appuntamento con un consulente e presentare poi la documentazione necessaria.

I piccoli prestiti

I piccoli prestiti sono erogati dall’INPS e si chiamano così perchè sono piccole somme a breve termine rimborsate con rate mensili e costanti, con trattenuta su stipendio o pensione. Sono pensati per venire incontro alle esigenze quotidiane familiari degli iscritti alla Gestione separata.

Il vantaggio dei piccoli prestiti è che non hanno bisogno di motivazioni nè di allegare documentazione di spesa. Il rimborso a rate avviene a partire dal mese successivo all’erogazione del prestito.

Il rimborso va effettuato in rate che possono essere di 12, 24, 36 o 28 mesi e la somma può essere pari a due, sei, quattro, sei, otto mensilità. Dunque possono essere prestiti annuali, biennali, triennali o quadriennali. In base a quanto dura il rimborso a rate, si può richiedere un nuovo prestito. Vediamo qui nel dettaglio che:

  • devono passare 6 mesi nel caso di prestiti annuali
  • 12 mesi per i prestiti biennali
  • 18 mesi per quelli triennali
  • 24 mesi per quelli quadriennali

I prestiti pluriennali diretti

I prestiti pluriennali diretti possono durare 5 o 10 anni e si può trattenere al massimo un quinto dallo stipendio. I prestiti di 5 anni si possono restituire in 60 rate mensili, mentre quelli decennali si possono restituire in 120 rate mensili. Si richiedono per documentate necessità personali e/o familiari. Inoltre è necessario allegare anche un certificato medico (rilasciato ad esempio da un medico dell’ASL) che dimostri la sana costituzione del richiedente. Va rilasciato almeno 45 giorni prima della presentazione della domanda.

Bisognerà aspettare poi due anni per richiedere un prestito se si ha già richiesto uno quinquennale, mentre bisognerà attendere 4 anni se avete richiesto un prestito di 10 anni.

Sia nel caso dei piccoli prestiti che in quello dei pluriennali diretti, in caso di decesso del beneficiario, il debito non cadrà sugli eredi ma si riterrà estinto.

Tassi di interesse: differenze

Al di là del tipo di prestito, bisogna tenere comunque conto dell’aliquota dello 0,50% per sostenere le spese di amministrazione e il premio Fondo Rischi che varia in base all’età e alla durata del prestito.

Nel caso poi dei piccoli prestiti, il tasso annuale è del 4,25% mentre quello dei prestiti pluriennali diretti è del 3,50%.

Richiedere prestiti alle banche: requisiti

Per richiedere prestiti INPDAP alle banche bisognerà essere iscritti al Fondo credito, avere un contratto a tempo indeterminato (se determinato dovrà durare almeno 36 mesi) e aver maturato il TFR. Bisognerà poi portare la documentazione richiesta (come buste paga e documento di identità). Si potrà anche richiedere al consulente incaricato di simulare un piano di ammortamento.

Si tratterà di prestiti pluriennali garantiti che possono durare 5 o 10 anni e i tassi di interesse varieranno da banca a banca. La cessione del quinto dello stipendio o pensione sarà la garanzia del rimborso.

Quale scegliere

Sceglierete il prestito INPDAP in base alle vostre esigenze, potrete anche andare su internet e avvalervi di calcolatori e programmi di simulazione per capire quale tipo di prestito vi conviene calcolando i tassi di interesse.

L’INPS poi mette a disposizione sul suo sito un Prontuario da scaricare in pdf che mostra tutte le tabelle che ti permettono di calcolare il prestito e gli interessi in base all’importo, alla durata e alla fascia di età.